Addio a Stephen Hawking, voce dell’anima e del cervello. I suoi indimenticabili aforismi

Un genio. Un visionario. Un rivoluzionario. Un uomo venuto dal futuro. Di Stephen Hawking è stato detto tutto, e qualunque aggettivo atto a qualificarne lo stupefacente intelletto e la magistrale tenacia è riduttivo per rappresentare un uomo così straordinario. All’apparenza debole, provato e limitato da una malattia subdola e spietata ma, allo stesso tempo, forte di quella sete di conoscenza, curiosità e voglia di superare limiti e barriere che solo i più grandi esploratori e scienziati del passato hanno posseduto. Hawking come Colombo e Galilei, come Einstein e Newton. Perchè lui, prima di tutto, era un esploratore del cielo e dello spazio che attraverso la sua scienza ha frantumato muri e oltrepassato ostacoli. Uomo di grande sapere, certamente, ma anche di naturale ironia e capacità di sdrammatizzare, così grande da essere troppo distante da noi, così alla mano da non farcelo pesare. Schopenhauer sosteneva che genio e follia hanno qualcosa in comune: entrambi vivono in un mondo diverso da quello che esiste per gli altri. Niente di più vero.

– “L’universo può crearsi dal nulla sulla base delle leggi della fisica. Non è necessario appellarsi a Dio per accendere la miccia e mettere in moto il processo”;

– “È quando le aspettative sono ridotte a zero che si apprezza veramente ciò che si ha”;

– “Servirsi di Dio come di una risposta alla domanda sull’origine delle leggi equivale semplicemente a sostituire un mistero con un altro”;

– “In un universo infinito, deve esserci altra vita. Non vi è dubbio più grande. E’ tempo di impegnarsi per trovare una risposta”;

– “L’intelligenza è la capacità di adattarsi al cambiamento”;

– “Una teoria, per essere una buona teoria scientifica, deve soddisfare due requisiti: deve descrivere accuratamente un ampio insieme di osservazioni empiriche sulla base di un modello che contenga solo pochi elementi arbitrari, e deve formulare predizioni ben definite sui risultati di future osservazioni”;

– “La creazione spontanea è la ragione per cui c’è qualcosa invece di nulla, per cui esiste il cosmo, per cui esistiamo noi”;

-“La Chiesa cattolica si ergerà ancora una volta a difesa della ragione umana proclamando che il progetto immanente nella natura è reale

– “Questa è una variazione sul cosiddetto «paradosso del nonno»: che cosa accadrebbe se tornaste indietro nel tempo e uccideste vostro nonno prima che vostro padre fosse stato concepito? Esistereste allora nell’attuale presente? In caso di risposta negativa, non esistereste neppure per tornare indietro e uccidere vostro nonno”;

 

 

Federico Falcone
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Responsabile T&M Laurea in Giurisprudenza | Giornalista Pubblicista | Social Media Manager Cultura | Sport |

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