Al via il Summer Jamboree #19: Lucy Toseland e Sauro Dall’Olio ci portano dentro lo spirito del festival

Scatta oggi la diciannovesima edizione del Summer Jamboree, il festival a cultura U.S.A anni ’50 più importante e conosciuto in Italia. Grazie, infatti, alla grande organizzazione e efficienza con la quale si sono alternate le scorse manifestazioni ma, soprattutto, grazie alla presenza di ospiti internazionali tra i più prestigiosi e autorevoli in assoluto, l’appuntamento estivo che anima la città di Senigallia ha svestito i panni di bellissima realtà consolidata per indossare quelli di istituzione. Perché un evento di così tale portata, capace di coinvolgere decine di migliaia di spettatori in ognuno degli spettacoli in cartellone, è cosa rara in Italia. E come tale si comporta, migliorando di anno in anno. Per tutta la sua durata, infatti, il Summer Jamboree proietta le migliaia di appassionati all’interno della cultura a stelle e strisce del dopoguerra, quando la voglia di riscatto, la ricerca della spensieratezza e la volontà di superare le difficoltà post belliche, erano alla base di un movimento giovanile (ma non solo) desideroso di guardare alla vita con maggiore ottimismo e positività. Negli anni in cui il digitale ha preso il sopravvento e la difficoltà a staccare gli occhi dallo schermo di uno smartphone o di un pc è dominante, passare qualche giorno (o anche solo qualche ora) a ballare sotto un cielo stellato o su una spiaggia al chiaro di luna, sorseggiando un drink o chiacchierando con gli amici del più e del meno, è un’emozione e un’esperienza che vale vivere fino in fondo, con passione e genuinità, lasciandosi trasportare dalle note adrenaliniche di Jerry Lee Lewis o da una ballata romantica dell’indimenticabile Elvis Presley, “The King Of Rock N’Roll”.

Il mio amore per gli anni ’50 è nato, ovviamente, con la musica, che mi ha sempre toccato nel profondo. Poi, quando ho scoperto il ballo, la scena e la comunità di appassionati, è come se avessi trovato casaci rivela Lucy Helena Toseland, tra le insegnati presenti al Dance Camp e, ormai, punto di riferimento per tutti coloro i quali volessero cimentarsi con i balli di quel periodoSenza questa passione mi sarebbe impossibile far apprendere i ragazzi, perché la gioia che veicolano il ballo e la musica sono l’aspetto più importante da trasmettere. Molto più dei passi”. Secondo Lucy la forza del festival risiede non solo nella sua capacità attrattiva, ma nel “cuore” con il quale viene realizzato, aggiungendo che non c’è niente da migliorare perché, fortunatamente, continua a crescere e splendere edizione dopo edizione. Quando, infine, le chiedo cosa porterebbe nel 2018 di quei fantastici anni, con un grande sorriso sulle labbra mi risponde: “Siamo così fortunati adesso, abbiamo ancora la musica spettacolare di quegli anni e, se vogliamo, abbiamo i vestiti, lo stile e tutto il resto possibile. Quindi porterei con me proprio lo spirito di quei giorni che, forse, è l’unica cosa che non possiamo rivivere o replicare”.

Già, lo spirito, il look e lo stile, gli stessi che sembrano essere ritornati prepotentemente in auge da un po’ di tempo a questa a parte. Berretti morbidi, bretelle, cravattine e pantaloni a vita alta per gli uomini, pois, frontini, colori sgargianti e gonne (larghe o strette fa poca differenza) per le donne. E poi le Cadillac e le Buick, le Harley Davidson e i tatuaggi da marinaio o da working class. Ma, soprattutto, le interminabili nottate spese a ballare rockabilly, swing, jive e lindy hop all’ombra della Rocca Roveresca di Senigallia, monumento tra i più visitati nelle Marche e vero cuore e anima delle feste del Summer Jambore.

Il festival è cresciuto molto, principalmente a causa della professionalità con la quale è stato ed è organizzato . Alcuni artisti puoi vederli solo qui da noi, altrimenti dovresti prendere l’aereo e andare negli Stati Uniti. Questo dà l’idea dello status che abbiamo raggiunto. Oltretutto sono quasi tutti gratis, ed è bene sottolinearlodichiara ai nostri microfoni Sauro Dall’Olio, insegnante di ballo e dj italiano tra i più apprezzati e seguiti al Summer Jamboree. Inoltre, ci confida anche di come in Europa siano sempre più frequenti i tentativi di emulare questa manifestazione (spesso con scarsi risultati):ci sono diversi fattori che fanno si che sia unico: parliamo di una cittadina di mare con una spiaggia bellissima, attrattiva e in una posizione geografica vantaggiosa. Poi lo si fa ad agosto, in piena estate, dove la voglia di caldo si sposa alla perfezione con quella di divertirsi in un festival come questo. Ecco cosa lo contraddistingueUn aspetto interessante sul quale si sofferma nel prosieguo della nostra chiacchierata è l’eredità culturale che il festival lascia una volta terminato. Se, indubbiamente, ha avuto – e ha tutt’ora – il merito di avvicinare sempre più gente a questa musica e a questa cultura, non è altrettanto scontato che ciò duri anche durante il resto il dell’anno poichése veramente ne sei rapito, lo sei per tutti e dodici i mesi, non solo per i dieci giorni della rassegna”.

Dunque, ci siamo, questa sera si alzerà il sipario sulla diciannovesima edizione del Summer Jamboree, e ogni differenza di età, religione, provenienza geografica e altro ancora, si annullerà automaticamente, lasciando spazio alla sola voglia di scatenarsi a colpi di rock n’roll per vivere appieno la magia e le atmosfere degli anni ’50.

Federico Falcone
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