Alba Rohrwacher e le sue conversazioni con la Madonna: saranno sufficienti a farla trionfare ai David di Donatello?

Considerata come una tra le attrici italiane più brave, di talento, di personalità e spessore artistico, Alba Rohrwacher mira a togliersi l’ennesima soddisfazione di una carriera che, fino a questo momento, è stato un continuo crescendo in termini di prestigio e credibilità. La candidatura come “Miglior attrice protagonista” agli imminenti David di Donatello è, infatti, ulteriore tassello di un percorso artistico sviluppatosi all’interno dei teatri toscani nei primi anni 2000 per poi compiere il grande salto e dedicarsi, quindi, al suo grande amore: il cinema. Nel 2004 rompe gli indugi ed esordisce con “L’Amore Ritrovato” del regista Carlo Mazzacurati.

Da quel giorno Alba non si è più fermata e pellicola dopo pellicola ha saputo fare breccia nel cuore del pubblico italiano (e non solo) grazie alla sua straordinaria versatilità e capacità di vestire i panni di personaggi così diversi e diametralmente opposti tra di loro.

La candidatura all’edizione 2019 del prestigioso premio cinematografico italiano è la sesta in poco più di dieci anni. Indice, questo, di una presenza costante nell’elite del grande cinema. Nel 2008 vince il premio come “Miglior attrice non protagonista” per “Giorni e Nuvole“, successo bissato l’anno dopo per il “Il papà di Giovanna” (questa volta come “Miglior attrice protagonista”). Nel 2010 è candidata come “Miglior attrice non protagonista” per “L’Uomo che verrà“, e nel 2010 e nel 2015 come “Miglior attrice protagonista” per “La Solitudine dei Numeri Primi” e “Hungry Hearts“.

Troppa Grazia” di Gianni Zanasi è il film con il quale ambisce a vincere il premio e che fa della particolarità la sua forza, in costante equilibrio tra la grande ironia che lo contraddistingue e la leggerezza nell’affrontare intrecci di storie connesse all’ultraterreno, sempre, però, con un approccio spigliato e mai ridondante.

La sceneggiatura era precisa nel mettere in scena questa assurdità e ho deciso di fare questo film perché mi sembrava un’idea bellissima, strampalata e azzardata, che poi è quello che il film realmente è“, ha dichiarato in occasione di un’intervista promozionale. “La cosa più difficile, se c’è stata una difficoltà in questo film, è legata a come mettere in scena la Madonna che appare; come parla, come si muove, come è vestita, come guarda. C’è stato un grande ragionare nel capire come interpretarla senza essere blasfema ma leggera. Peraltro ho provato davvero empatia per la vita confusa di Lucia (la protagonista del film, ndr) per la sua vita confusa, per la sua goffaggine, per ilsuo modo di arrangiarsi”.

Nella corsa alla vittoria nella categoria come “Miglior attrice protagonista” se la dovrà vedere con Marianna Fontana (Capri-Revolution), Pina Turco (Il Vizio della Speranza), Elena Sofia Ricci (Loro) e Anna Foglietta (Un Giorno all’Improvviso).

Federico Falcone
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Responsabile T&M Laurea in Giurisprudenza | Giornalista Pubblicista | Social Media Manager Cultura | Sport |

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