Harrison Storm in esclusiva: musica, amore e natura, ecco il mio mondo. Ma senza Beatles e Neil Young non sarei qui

In Italia per due date di supporto a Ziggy Alberts, Harrison Storm, talentuoso cantautore australiano, ha incontrato Trend&Moda per un’intervista esclusiva. Dal ruolo che la famiglia ha avuto nella sua formazione musicale all’influenza che la sua terra d’origine ha nella musica che propone al suo pubblico, ladies and gentleman, Harrison Storm!

Sarai in Italia in compagnia di Ziggy Alberts il 21 aprile a Milano e il giorno seguente a Roma. Sei emozionato? È la prima volta che vieni in Italia ?

Sarà la mia prima volta in Italia, paese che ho sempre voluto visitare, e suonare negli spettacoli dove accompagnerò un artista come Ziggy sarà qualcosa di memorabile. Abbiamo alcuni giorni liberi per visitare tutto quanto ma sarà difficile decidere cosa andare a vedere per primo visto che c’è così tanto da visitare.

Nelle tue melodie si percepisce la calma, la spiritualità a dispetto del tuo cognome Storm. Il contatto con la natura influenza la tua musica o è semplicemente una meravigliosa casualità, vista anche la splendida terra dalla quale provieni ovvero l’Australia?

Mi sento molto ispirato dalla natura, questo è certo. Sono cresciuto accanto  una spiaggia e credo che un posto del genere possa dare spunti interessanti a chiunque ci passi molto tempo. La natura rilassa la mente e, quindi, credo sia un ottimo ambiente nel quale poter scrivere musica, elaborare testi e concentrarsi sulla propria arte e sul proprio songwriting.

Le tue influenze spaziano dai Beatles a Neil Young. Quanto sono stati importanti per la scelta della tua strada musicale questi mostri sacri della musica?

Mia madre suonava la chitarra acustica e uno dei suoi brani preferiti era proprio dei quattro baronetti inglesi. Ovviamente volevo impararla a tutti i costi e così, dopo aver fatto di tutto per convincerla, me l’ha insegnata. Mio padre, invece, era un gran fan di NeilnYoung e ascoltavamo sempre la sua musica. Sarò per sempre grato ai miei genitori per avermi fatto conoscere alcuni cantautori davvero straordinari.

Nel tuo nuovo brano “Run” parli di libertà e del bisogno di avere accanto qualcuno per essere completi. È così che vedi una relazione, come un rapporto fatto di libertà ma allo stesso tempo di unione?

Credo che se si riesca a camminare con una persona per la stessa strada pur mantenendola voglia di coltivare i tuoi sogni e i tuoi interessi come individuo, credo possa solo aiutare una relazione, mantenere un’unione salda e, si spera, ispirarsi a vicenda. La mia canzone “Run” parla di quando le situazioni si fanno difficili e si chiede aiuto a chi ti sta accanto, perché si sta per entrare in un territorio inesplorato  della propria vita.

Nelle tue foto sei quasi sempre ritratto in compagnia. Quanto è importante per te circondarti di persone positive ma avere, allo stesso tempo, la voglia di avere spazio per te e la tua musica ?

Quando scrivo cerco la solitudine perché credo sia assolutamente necessario per la mia scrittura. Ma dopo un po’ lo stesso isolamento potrebbe portartiad andare un po’ fuori di testa. Ecco perché è importante per me mantenerequel sano equilibrio tra lo stare solo e la compagnia degli amici.

Un’altra cosa che ho notato è la voglia di sport che hai nel tempo libero. Sei un amante del surf e del calcio. Se non avessi fatto il musicista cosa avresti voluto fare? Magari una carriera da atleta professionista ?

Ho studiato ingegneria civile all’università per due anni prima di rinunciare e dedicarmi alla musica. Ho apprezzato molto la sfida del periodo dell’università che mi ha donato la necessità di avere disciplina quando si trattava di imparare. Quindi penso che, oltre all’essere un musicista, mi avrebbe fatto piacere mettere a disposizione ciò che avevo imparato nel mio campo di studio.

Prima di salire sul palco sei nervoso? In modo cerchi la concentrazione per affrontare il pubblico che viene ad ascoltarti?

C’è sicuramente una particolare e strana energia che mi prende prima di esibirmi. È come un’eccitazione nervosa che mi rende irrequieto. Credo derivi da quando facevo sport e prima di giocare ne risentivo a livello fisico e mentale. Ma tutto quanto scompare nel momento in cui salgo sul palco. Posso sentire la loro voglia di ricevere molta energia e spesso mi diverto nel cercare di conquistarli.

Con chi vorresti condividere il palco nel prossimo futuro?

Probabilmente con i miei grandi amici! Adoro esibirmi con amici come Jack the Fox, Alana Wilkinson e Ruby Whiting

A te le ultime parole famose

Grazie a tutti voi che leggerete e spero un giorno di tornare nella meravigliosa Italia

Simone Maurovich
Informazioni su Simone Maurovich 16 Articoli
Speaker radiofonico, musica, televisione, cinema

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