Il film su Mia Martini commuove l’Italia, Loredana Bertè: con la sua scomparsa è morta una parte di me

Mi manca disperatamente. Ho dei rimpianti, quello di non averle detto abbastanza ti voglio bene, ma il mio rimorso più grande è non averla stretta mai, non averla mai abbracciata. Quando è morta è morta anche una parte di me

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Era il novembre dello scorso anno quando Loredana Bertè, ospite de “L’intervista” da Maurizio Costanzo, usava queste parole per ricordare la sorella Mimì Bertè, alias Mia Martini, talentuosa e indimenticabile cantante scomparsa tragicamente il 12 maggio del 1995. A origine del gesto le dicerie, le cattiverie e le mistificazioni legate alla sua persona. La fragilità, la depressione, il senso di vuoto e l’angoscia di portarsi dietro la nomina di “iettatrice” ebbero la meglio su quell’artista così straordinariamente sensibile e fragile.

Una carriera vissuta sempre con la marce ridotte, mai realmente decollata come lei e il suo sconfinato talento avrebbero ampiamente meritato. Una voce che, nonostante l’inesorabile passare del tempo, non è mai stata dimenticata dal pubblico italiano che l’ha amata allora e la ama adesso. “Minuetto“, “Gli Uomini Non Cambiano“, “Almeno Tu Nell’Universo“, sono solo alcune hit di Mia Martini che anche a distanza di 24 anni dalla sua morte non hanno perso nulla di quell’onda emotiva che dalle parole, cantate con trasporto ed emotività struggente, arrivano all’ascoltatore.

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Riportiamo uno stralcio di un’intervista che Loredana Bertè nel 2009 rilasciò alla rivista Musica Leggera:

Ho saputo che Mimì era andata due giorni dal padre (in quel di Cardano al campo) che non vedeva da 40 anni. Lui le ha dato un appartamento del c…, dove non c’era niente. C’era un materasso steso per terra e basta. Mimì si lamentava, diceva che quel posto faceva schifo e che non ci sarebbe rimasta. C’è stata in tutto tre giorni: uno da viva e due da morta, ma in quell’appartamento ce l’ha messa il padre, poteva tenersela lui. Poi quando l’ho vista dentro la bara, era massacrata, piena di lividi“.

Il giornalista, Maurizio Becker, rimasto attonito da quelle affermazioni, chiese spiegazioni, anche alla luce del fatto che il referto autoptico della Martini parlava di morte per arresto cardiaco, molto probabilmente causato da un eccesso di farmaci. Ecco cosa rispose la Bertè: “che ne so, magari Mimì si è fatta uno spinello e lui è entrato e l’ha massacrata. Perché è sempre stato così: un padre padrone“.

È vero. Voglio vedere cosa mi fa. Cosa mi fa? Ma lo sai cos’ha fatto al funerale di Mimì? Renato Zero mi ha lasciata sola con lui, nella camera mortuaria. Io non lo vedevo da quando avevo 5 anni, e la prima cosa che gli ho detto è stata: “Che le hai fatto? L’hai ammazzata!”. E lui mi ha preso per i capelli. Renato mi ha dovuto portare a Roma, per 6 mesi ho fatto delle siringhe, perché in testa avevo dei buchi grandi così, dove mi mancavano i capelli che gli erano rimasti in mano. Dai cazzotti che mi ha dato io sono cascata nella bara di Mimì, che era aperta“. 

Il 6 ottobre del 2017 Giuseppe Radames Berté, padre di Loredana e Mimì, morì all’età di 96 anni. Per Loredana, nessun lutto, almeno apparentemente. Questo il messaggio apparso sul suo profilo facebook:

Padre Davvero ma chi ti somiglia ma sei sicuro che sia tua figlia?” 
Astenetevi tutti dal farmi le condoglianze.  Non ho avuto un padre e finalmente potrò far riposare Mimì dove Lei avrebbe voluto
“.

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Antonella Valente
Informazioni su Antonella Valente 169 Articoli
GiornalistaT&M Giornalista Pubblicista | Dottoressa in Giurisprudenza Teatro | Cinema | Cultura

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