Intervista a Bustric: regista, attore, autore, in tour con uno spettacolo magico

Bustric, all’anagrafe Sergio Bini è un bellissimo personaggio, un uomo con una grande preparazione e cultura, è autore, regista, attore,ha recitato in più di 15 film,una serie Tv e un film Tv e tantissimo teatro. E’ laureato in lettere e filosofia,ha studiato in una scuola di mimo, in una di circo,ha una sua compagnia teatrale “Compagnia Bustric” e fa un teatro unico, magico,colorato,commovente, divertente.Uno dei suoi ruoli più importanti è nel film di Roberto Benigni “La vita è bella”,ma davvero ha collaborato con nomi importantissimi, una carriera di grande qualità la sua. In questo periodo è in tour con “Bustric e il Piccolo Principe”,ispirato dal racconto di Antoine de Saint-­‐Exupéry, accompagnato dal duo pianistico Paola Biondi e Debora Brunialti. Prossima tappa giovedì 8 Novembre ore 21.00, Auditorium E.Fermi di Celano (Aq).

Ho avuto il piacere di intervistare per Trend&Moda Bustric, vero nome Sergio Bini.

Lei è autore, regista, attore, quale è il ruolo che ama di più ?

Non c’è una cosa che preferisco fare rispetto all’altra,nel senso che spesso faccio la regia delle mie stesse opere, quindi interpreto,mi scrivo le cose e le metto in scena.Poi è il pubblico che man mano durante le repliche mi fa capire dove ho sbagliato,almeno nella prima parte del lavoro, poi si blocca e si fissa, questo in linea generale.Da un punto di vista del lavoro così la regia è anche molto bella,anche fatta per altre persone,in questo caso lo trovo quasi un divertimento,quasi un gioco, è molto facile vedere gli errori degli altri.

Con i suoi spettacoli ha girato moltissimo,non solo in Europa,ha recitato anche in inglese e francese, il rapporto che si crea con il pubblico è sempre lo stesso ovunque si vada ?

I pubblici sono diversi,un giapponese ride in modo diverso rispetto ad un europeo,i giapponesi sono legati molto alla tecnica, anche gli indiani hanno un atteggiamento diverso,il tedesco è un pubblico molto buono dal punto di vista della comprensione dell’elemento comico,è un pubblico aperto, libero.Il pubblico è sempre una parte relativa dello spettacolo,nel senso che se tu sai condurlo,sai come muoverlo,cerchi e trovi la strada per sfondare.Quando ho lavorato in Somalia ero con il cappotto in mezzo al deserto e lì loro non avevano mai visto un cappotto,così la curiosità diventa fondamentale e lo diventa a seconda di dove si è.Se lei pensa a “Cent’anni di solitudine” di Gabriel Garcia Marquez,c’era lo zingaro Melquìiades che portava il ghiaccio dove il ghiaccio non era mai stato visto e questo era un elemento di grande meraviglia,quindi per noi una cosa che non aveva senso, per loro aveva un senso molto alto.

Ha recitato al fianco di Roberto Benigni ne “La vita è bella”,quante emozioni le ha regalato il suo personaggio Ferruccio Papini?

Il lavoro con Roberto è stato un lavoro lento e che è cresciuto nel tempo,un modo di avvicinarsi a quel personaggio, del poeta suo amico,in modo delicato e sensibile,cercando di rispettare i ruoli che avevamo Roberto ed io,cercando di non prevaricare ma di fornire a lui degli elementi che potessero essere utili per il film che fondamentalmente è il suo film.Penso che è stato una bella esperienza da tutti i punti di vista e anche una fortuna per certi altri.

Ha preso parte a molti film e lavorato con molti registi, a quale è rimasto più legato ?

Anche qui è difficile fare una graduatoria,ogni regista è stato una relazione,un’amicizia,un rapporto di lavoro e di crescita,ognuno in modo diverso.Posso citare Silvano Agosti che è una persona speciale,particolare,ma anche  con Ricky Tognazzi è stato molto bello lavorare, così come con Comencini,ho fatto con lui l’ultimo suo film “Marcellino pane e vino”,lui già era molto malato,era difficilissimo comprendere,io più o meno riuscivo a capire,ad intuire le cose che diceva e mi chiedeva.E’ difficile fare una graduatoria.

Lei in scena usa magia, mimo, musica, i bambini e i ragazzi ne rimangono affascinati ?

Sono molte le sere in cui questo accade,che lo spettacolo diventi magico.Lo spettacolo non è quella cosa che è scritta oppure che è pensata,quelli sono tutti i mezzi per arrivare alla sera dello spettacolo.Ogni sera è diverso,non è la struttura,il racconto,ma è diverso nel rapporto con il pubblico nelle emozioni,una cosa che il giorno prima è eccezionale,il giorno dopo magari non lo è e viceversa.Lo spettacolo è un momento di comunicazione reale e qualcosa anche di irripetibile.La forza e la bellezza del teatro è proprio questa,che non può essere ripetuta.Nel teatro si dice per esempio che non esiste nella mente di chi guarda, è l’immagine che il pubblico si crea nella propria mente di ciò che accade nella scena.

Vorrei lei invitasse i nostri lettori al suo spettacolo definendolo con tre aggettivi.

Di getto direi sorpresa,meraviglia e magia, ci metterei anche un po’ di poesia.

Grazie a Bustric per questa intervista,dalle sue parole è dalla sua voce si percepisce il suo grande amore per l’arte, per il teatro, per il pubblico.Non perdete il suo spettacolo, crea magia in ogni città che ha avuto la fortuna di ospitarlo.

Roberta Maiolini

 

Roberta Maiolini
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