Io come Crystal, ma nella vita si deve rischiare. Nathaly Caldonazzo si confessa su Trend&Moda

In scena al Teatro Ghione di Roma con “Baciami James” di Robert Farquhar (da martedì 15 a domenica 20 gennaio), Nathaly Caldonazzo ha confidato in esclusiva a Trend&Moda tutto il suo entusiasmo nel portare in scena un testo in cui le emozioni ricoprono un ruolo da protagonista. Una pièce di drammaturgia contemporanea, comica e toccante, in cui si aprono improvvise zone di malinconia e di tenerezza raccontate senza sentimentalismi.

Come è stato vestire i panni di Crystal?

E’ stato difficile a livello di memoria, essendo un testo a due. Ci sono voluti tre mesi per impararlo a dovere. L’esperienza maturata in questi anni mi ha aiutata, così come la grande conoscenza dell’autore che Guglielmo Guidi ha. Una volta che questi due fattori si sono incontrati è stato tutto più rapido e, quindi, facile da apprendere.

Punto di forza dello spettacolo è la varietà di emozioni portate in scena. In quale momento lei si sente maggiormente coinvolta?

Un pò in tutte, a dire il vero. Perché ogni corda che vai a toccare fa comunque parte di un vissuto personale. C’è qualcosa di Crystal anche in me, a dire il vero. E lo percepisco in diversi passaggi della rappresentazione. Sono emozioni diverse, ma tutte facenti parte di un bagaglio strettamente personale.

Attraverso un sottile, ma ben evidente, humour inglese, il testo parla di solitudine, speranza e aspettative. E’ lo specchio dei tempi che viviamo?

Assolutamente si, c’è molta solitudine, soprattutto in concomitanza di questo sviluppo tecnologico. Quando ci si incontra personalmente a volte non si ha neanche più il coraggio di esprimere a voce ciò che, invece, viene detto sui social network. Quasi mancasse il coraggio di esporsi. Questa rivoluzione hi-tech  ha cambiato tutto, è innegabile. E’ tutto così immediato, ci si lascia e ci si prende con estrema facilità.

Questa cosa la spaventa o la preoccupa?

Sono preoccupata per l’attuale gioventù che vive una dimensione totalmente sfalsata. Le distanze sono state ridotte da un punto di vista comunicativo ma, invece, sono andate aumentando da un punto di vista empatico. Il problema è che arriviamo con troppe corazze, che sia per paura, pudore, vissuto o esperienza. Andarle a sciogliere, senza difficoltà è complesso. Siamo tutti molto guardinghi. E’ difficilissimo poter essere sé stessi al 100%. Come nel caso di questa pièce, i due sono distanti e non si incontreranno mai.

Anche nell’intimità l’essere umano ha bisogno di distrarsi per nascondere le sue incertezze?

Si, decisamente. In scena si vede bene.  Siamo tutti molto guardinghi. E’ difficilissimo poter essere sé stessi al 100%. Come nel caso di questa pièce, i due sono distanti e non si incontreranno mai.

Quanto c’è di Crystal in lei?

C’è molto. Soprattutto per il fatto che io aborro ogni tipo di pesantezza in un rapporto. Quello stanco, che si trascina perché si è sposati, perché bisogna sopportarsi. La routine non mi appartiene. Non è sempre e solo un divertimento, però deve esservi una profondità non data dalla noia o dal dover stare assieme per forza.

Quindi lei sostiene che gli stimoli siano l’essenza dello stare in coppia?

Si, e anche di coraggio. Bisogna accorgersi di quando non c’è più niente da spremere e da darsi. Quando si arriva al capolinea è bene separarsi. Ma non parlo di difficoltà, quelle vanno affrontate. Quando vedi, però, che c’è il piattume, l’apatia, la noia, il trascinare un rapporto solo perché si ha un anello al dito no, allora non ne vale la pena. La vita è troppo bella e breve per buttarla con qualcosa che ti uccide. Non c’è peggior rischio di non rischiare. Ma comunque non sono mai una che ha fatto scelte di comodo, anzi tutt’altro.

Questo testo sembra costruito per lei…

Si (ride, ndr) perché no… Anche io non vedo l’ora di portarlo in scena. Dietro c’è stato un grande lavoro, come quando ti butti a studiare a capofitto per un esame..

Le sue parole suggeriscono uno spettacolo su un’opera di Pirandello… a quando una rappresentazione sul grande autore siciliano?

Bella domanda. Ti rispondo che c’è ed in cantiere. Ma ne parleremo a tempo debito. In conclusione voglio solo dire di essere felicissima di lavorare per la terza volta con Franco Castellano. E’ il mio partner ideale nella scena, è una persona dalla quale non mi stancherò mai di imparare il mestiere.

 

Federico Falcone
Informazioni su Federico Falcone 984 Articoli
Responsabile T&M Laurea in Giurisprudenza | Giornalista Pubblicista | Social Media Manager Cultura | Sport |

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