69 anni fa nacque a La Mancha Pedro Almodóvar Caballero,uno dei geni della regia internazionale

Pedro Almodovar, uno dei più grandi registi spagnoli, la cui arte è riconosciuta anche a livello internazionale, ha saputo nell’arco di quarant’anni di carriera, raccontare tutte le sfumature della vita, con i suoi paradossi e le sue assurdità, inserendo spesso delle provocazioni che rendevano le scene tragiche o comiche e mescolandole nella stessa opera. Il punto di forza delle sue sceneggiature è l’originalità, il ritmo sempre elevato, dove il colpo di scena è dietro l’angolo, non ci sono momenti di noia, i classici momenti morti. Per questo motivo il cinema di Almodovar viene definito il cinema di chi ama la sua vita, il suo evolversi grottesco, divertente e feroce.

Nasce in un piccolo paese della poverissima La Mancha (Calzada de Calatrava), ma ad otto anni si trasferisce con la famiglia in Estremadura. Nel 1968 arriva a Madrid ma la sua carriera nel mondo dell’arte cinematografica però non inizia subito, infatti lavora come ambulante nel mercado delle pulci di El Rastro. Con il lavoro di centranilista riesce a mettere da parte dei soldi per acquistare una cinepresa Super 8 ed è così  che inizia la sua carriera.

Gira dei cotrometraggi con l’aiuto degli amici, facendosi un nome nelle periferie, nelle zone povere della città, fino a diventare famoso nel mondo della MOVIDA, di cui ben presto diventerà una star, grazie alla Compagnia Los Goliardos. Il suo primo film è datato 1980 e si intitola Pepi, Luci, Bom e le altre ragazze del mucchio, è con questo che fa nascere le future stelle del cinema spagnolo, tra cui Julieta Serrano. Nel 1982 dirige Labirinto di passioni, una delle sue commedie preferite.

Con la fondazione della casa di produzione “El Deseo S.A.” il fenomeno Almodovar esplode anche all’estero con opere come: “ Donne sull’orlo di una crisi di nervi (1988), Légami (1990) Tacchi a spillo (1991) e soprattutto Carne Tremula (1997).

Moltissime star internazionali devono il loro successo a lui, tra cui Antonio Banderas, Penélope Cruz e Miguel Bosé, Francesca Neri e Angela Molina.

Il suo cinema è sempre stato etichettato come “trasgressivo”, sensuale, frenetico, un mix di emozioni che si ripetono sequenza dopo sequenza. Il suo capolavoro arriva però nel 1999, con il pluripremiato “Tutto su mia madre”, con una delle storie più tristi da lui dirette, una madre che perde il proprio figlio e non riesce ad elaborare il lutto, soprattutto perchè deve fare i conti con il proprio passato. Questo film vince il César, il David di Donatello, il Golden Globe e l’Oscar come miglior film straniero e così Pedro Almodovar diventa ufficialmente un mito. I suoi successi però non si fermano e nel 2002 vince con “Parla con lei”, l’Oscar per la Miglior sceneggiatura originale. Tra i suoi film di spicco si annoverano La Mala Education (2004) con un cast di soli uomini, e Julieta del 2016.. Compie quindi 69 anni uno dei registi europei più importanti della storia, un creatore di emozioni, un tessitore di trame avvincenti che rendono lo spettatore  parte della sua opera.

Domenico Corsetti

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