Andrea Perrozzi si confessa: “Non ho ancora scelto il mestiere con cui morire di fame”/ Intervista

Qualcuno sostiene che quando una vita si spegne sulla terra, si accende una stella di più nel cielo.

Cantastelle, al Teatro 7, venerdì 26 e sabato 27 ore 21 e domenica 28 ore 18, significa cantare qualcuna di queste vite, raccontare la storia di esistenze significative.

Storie di vita, che accendono i cuori dell’uditorio e poi si fanno astri su nel cielo, cantate attraverso le composizioni più belle ed emozionanti del nostro tempo, scritte da nomi importanti come Bruno Lauzi, Fabrizio De André, Francesco De Gregori, Lucio Dalla e molti altri cantautori italiani, altre “stelle” del nostro firmamento artistico.

Stelle che vengono cantate dalla voce sensibile di Andrea Perrozzi, attore e cantante, sostenuto da un gruppo di musicisti dalla grande carica emotiva, per offrirvi una serata emozionante, divertente, a momenti struggente, tra i ricordi delle vite di tutti noi, con uno sguardo al passato per riempire di un nuovo senso il futuro che ci attende.

Cantastelle è il connubio tra storie e musica, in omaggio alla canzone d’autore italiana: di cosa si tratta e come nasce questo progetto?
Era un sogno che mi sarebbe piaciuto realizzare essendo cresciuto in casa con la musica dei grandi cantautori, come Lucio Dalla, Battisti e tanti altri. E poi durante i vari concerti di cantautori italiani ho avuto modo di riflettere sul fatto che siamo un paese troppo esterofilo e tendiamo a dimenticare la nostra canzone d’autore. Abbiamo dei cantautori eccezionali e la grande fatica è stata tenerne fuori alcuni. La musica è una macchina del tempo e sentire canticchiare il pubblico sulle note di una canzone famosa perchè magari dietro è celato un ricordo della propria vita, è sempre molto piacevole. Insieme a Manuela D’Angelo abbiamo voluto unire il teatro e la recitazione alla musica e Cantastelle ne è il risultato.

Cosa vedremo sul palco?
Un pianoforte un pò mascherato, un artista di strada, una poltrona malandata e una persona che cerca di ricostruire un salotto per strada, con un tappeto e un lampione. Dietro in controluce 4 musicisti, come se fossero degli spiriti della musica, che si accendono solo quando suonano. Questo ragazzo che interpreto racconta delle storie a degli interlocutori che a volte ci sono, altre no e che magari sono il frutto della sua immaginazione.

Come avete selezionato gli artisti da rappresentare in scena?
E’ stata la più grande sofferenza. Sono semplicemente gli artisti del mio cuore, ma ne sono rimasti fuori molti. Spesso, però, nelle serate consecutive cerco di cambiare sempre repertorio.

Tra i diversi cantautori che omaggiate durante lo spettacolo, a quale sei musicalmente e personalmente più affezionato?
Ve ne sono più di uno. Se c’è un brano che preferisco è “Futura” di Lucio Dalla. E’ quasi partito tutto dalla voglia di interpretare la musica di Dalla. “Futura” è una canzone di speranza che narra l’amore tra due giovani dinanzi al muro di Berlino e posso dire che è stato il brano che ha scatenato la voglia di fare questo spettacolo

Andrea Perrozzi è cantautore, interprete, musicista ed attore: quale di queste qualifiche ti appartiene di più?
Per giocare dico sempre che non ho ancora capito il mestiere con cui morire di fame, ma quando qualcuno mi dice cosa mi appartiene di più, non so cosa rispondere. Da bambino volevo suonare, poi volevo fare il cantante e infine mi sono innamorato del teatro e abbastanza tardi ho deciso di fare l’attore. Adesso faccio più l’attore che il cantante, a dire il vero. Faccio anche l’autore e per fortuna con certi tipi di spettacoli si riesce a fare tutto e questa è una cosa che mi auguro di fare per tutta la vita

Come ti appassioni al mondo della musica?
In realtà non lo so, a 3 anni non avevo altri giocatoli al di fuori degli strumenti musicali. Forse si tratta di una cosa ereditaria, i miei zii suonavano, mio nonno da giovane balilla aveva fatto l’attore. A 9 anni mio padre mi portò a vedere il mio primo concerto, quello dei Pooh. Poi mi sono innamorato del teatro vedendo Rugantino in tv. I miei mi hanno sempre incoraggiato ma allo stesso tempo mi hanno fatto studiare e mio padre mi diceva sempre che avrei dovuto fare questo mestiere per hobby. Adesso il suo sogno è che io gestica un teatro

Hai lavorato e lavori con grandi artisti: con chi ti piacerebbe invece collaborare?
Sicuramente con artisti come Niccolò Fabi e Daniele Silvestri. Mai dire mai. Ho imparato che tutti i sogni, realizzabili, sono realizzabili

Tra la televisione e il teatro cosa scegli?
Fare qualcosa in tv mi diverte sicuramente, perchè è un mezzo per arrivare al teatro, anche se sembra un paradosso. In un paese in cui si fa di tutto per abbattere la cultura, vince la tv e per il popolo sei un attore bravo solo se passi, appunto, per la tv. E’ una cosa triste, ma è così. Però amo il teatro e il contatto con il pubblico e non c’è possibilità che non sia così



Antonella Valente
Informazioni su Antonella Valente 169 Articoli
GiornalistaT&M Giornalista Pubblicista | Dottoressa in Giurisprudenza Teatro | Cinema | Cultura

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