Angus Young: l’eterno scolaretto del rock spegne 64 candeline

Spiegare cosa possa rappresentare Angus Young per il mondo del rock è esercizio quanto mai complicato.

Perché l’uomo simbolo degli Ac/Dc nato 64 anni fa a Cranhill, un piccolo sobborgo a nord-est di Glasgow, ne ha fatta di strada ed è stato sempre accompagnato dalla sua fidata Gibson SG e la sua blusa da scolaretto.

E così fece. Perché se si pensa al folletto del rock non possiamo immaginarlo senza la sua divisa della “Ashfield Boys High School” di Sydney, città nella quale gli Young si stabilirono verso la metà degli anni ’50 e dove il piccolo Angus iniziò ad apprendere i primi rudimenti dello strumento a sei corde soprattutto dai fratelli Malcolm, George e Alex, che diventeranno a loro volta tutti musicisti.

Proprio da quest’ultima partiamo, ritornando indietro nel tempo e affidandoci alle parole di sua sorella Margareth per capire un po’ meglio il personaggio Angus: “Non faceva in tempo a tornare da scuola che subito usciva per andare a fare le prove con il suo gruppo. A quel punto gli suggerii di usarla anche durante i suoi concerti”.

Ed è un paradosso pensare che il suo maestro di musica nel periodo scolastico lo etichettò con la frase “Non ha il minimo senso del ritmo”.

Soprattutto se si pensa che lo disse a colui che sarebbe diventato, secondo Rolling Stone, il 24° miglior chitarrista di sempre. Misteri della musica.

Fonda il suo primo gruppo verso la fine degli anni ’70 chiamandolo “Kantuckee” per poi trasformarlo in “Tantrum”, non disdegnando affatto di partecipare alle jam session che il fratello Malcolm stava portando avanti in quel periodo mentre pian piano si andavano costruendo gli Ac/Dc.

Da sempre amante di diversi stili musicali, impazzisce per i bluesman come John Lee Hooker e adora a tal punto Chuck Berry da prendere in prestito e rivisitare la sua celebre “Duck Walk”.

In una delle tante interviste rilasciate lo stesso Angus afferma che: “Ho imparato molto dal blues, poi ho lasciato che la mia fantasia facesse il resto. Di recente un grande del blues ha detto che non si possono integrare accordi blues con quelli del rock. Perché dobbiamo schematizzarci e limitarci a definizioni intransigenti?”.

Angus entra in pianta stabile negli Ac/Dc e da subito si fa notare per la grinta e la foga che mette durante le prove e appena la popolarità del gruppo inizia a crescere Angus diventa… più giovane.

Eh si perché facendo esibire un ragazzo in una band hard rock cosa c’è di meglio che mentire sulla sua età per attirare attenzione?

Per qualche tempo ad Angus vengono attribuiti meno anni di quel che ha e passa da 19 a 16 come dichiarò molto tempo più avanti Dave Evans, primo storico cantante della band: “Angus aveva 19 anni ma noi gliene demmo 16 perché era il più piccolo della band e perché suo fratello George voleva ci distinguessimo da tutte le altre band australiane dell’epoca. Così decidemmo di farlo sembrare più piccolo per poter attrarre anche i giovani che avrebbero visto sul palco un vestito come loro. La divisa gliela fece sua sorella perché lui aveva un lavoro, dato che aveva 19 anni”.

Un altro dei tratti distintivi di Angus Young è rappresentato sicuramente dal suo dimenarsi seguendo un cerchio a terra mentre continua a suonare e per tutto questo dobbiamo ringraziare… un jack della strumentazione.

Eh si perché mentre Angus era impegnato con il suo primo gruppo cadde rovinosamente a terra dopo aver effettuato un salto ma per evitare quelle che sarebbero potute essere le reazioni dell’esigente pubblico australiano iniziò a muoversi in una maniera talmente folle che suscitò urla di apprezzamento da parte dei paganti dell’epoca.

La tensione e la carica del pubblico prima del concerto sono una cosa sempre emozionante. Prima di iniziare faccio un po’ di sollevamento pesi con la sigaretta. Poi il concerto inizia e da quel momento in poi l’unica cosa che vedo sono i miei piedi.”

Ne ha passate tante nella sua carriera Angus Young: la morte del primo cantante degli Ac/Dc Bon Scott, il licenziamento del batterista Phil Rudd per i problemi di abuso di alcol e droghe, l’allontanamento di Brian Johnson e la sostituzione con temporanea con Axl Rose e infine la morte di suo fratello Malcolm a causa di una forma di demenza.

È però sempre rimasto fedele al suo amore per il rock pur non essendo uno degli stereotipi del rocker: non ha tatuaggi, non ha mai usato droghe ma si concede ogni tanto qualche sigaretta e il suo amato tè.

Più di una canzone, più di un insieme di parole. Un monito per chiunque a non mollare, anche se la propria strada è costellata da salite, cadute e fallimenti.

It’s a long way to the top, if you wanna rock and roll”.

Nel rock c’è un certo elitismo e gli intellettuali non sono mai stati dalla nostra parte. Noi abbiamo iniziato nei pub e nei piccoli locali e in ogni nazione siamo partiti dal basso per poi salire verso il successo. Questo ci ha dato molta credibilità.”

Ed è quella che, ancora oggi, porta con fierezza Angus McKinnon Young, nato a Cranhill il 31 marzo 1955.

Simone Maurovich
Informazioni su Simone Maurovich 16 Articoli
Speaker radiofonico, musica, televisione, cinema

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