Pina Turco e quella speranza che sembra aver abbandonato certe terre. Una candidatura al coraggio

Una storia difficile, dura, cruda, a tratti sconvolgente quella che vede protagonista Pina Turco ne “Il Vizio della Speranza” del regista Edoardo De Angelis. Una trama narrativa, quella raccontata sul grande schermo, in cui viene rappresentata una società degradata dove i bambini partoriti dalle prostitute vengono venduti. Un traffico spietato gestito da un’organizzazione altrettanto spietata: la Camorra. Un pugno allo stomaco che colpisce lo spettatore con inaudita ferocia. Napoletana di Torre del Greco, capelli scuri, occhi vivaci, una laurea a pieni voti in antropologia culturale, Pina racconta a Grazia la sua esperienza sul set. Che somiglia a una discesa negli inferi della camorra. 

La Turco, trentacinquenne nata a Torre del Greco, è alla prima vera prova dietro la cinepresa. Gli esordi nel mondo delle soap televisive (“Un posto al Sole”) sono alle spalle e, dopo la grande visibilità ottenuta con “Gomorra 2“, adesso tenta di affermarsi nel mondo del cinema italiano. Per descrivere il suo personaggio, Maria, una donna con un passato burrascoso e un presente grigio e senza troppe prospettive, ha utilizzato queste parole: “avverto la responsabilità di indossare questi panni e calarmi in un ruolo complesso come quello che Edoardo ha scelto per me. Ma, al tempo stesso, è stata una grande opportunità perché mi ha permesso di salire di livello nella mia recitazione. Una sfida, certamente, ma anche una grande opportunità“.

Un “secondo esordio” qualcuno lo ha definito. Espressione, questa, con la quale si è voluto intendere il salto di qualità che Pina Turco ha compiuto a livello recitativo. “E’ cresciuta“, qualcun altro ha detto. Espressione, questa, che, invece, non rende giustizia all’impatto che la campana ha avuto sul film e, conseguentemente, alla visibilità.

Non è facile calarsi in un ruolo come quello di Maria e non è altresì facile portare sul grande schermo una realtà così cruda in cui la speranza è, spesso, una pia illusione. “…Questa stronzata della speranza…” si sente a un certo punto del film. Pina ne “Il Vizio della Speranza” è una fiamma di amore, di dolcezza, di forza e di coraggio. E’ la voce, lo sguardo, la verità di chi crede che la vita possa cambiare e con essa le prospettive di chi si ha al proprio fianco. E forse, tutto ciò, vale più di un semplice giudizio sulla recitazione.

Federico Falcone
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Responsabile T&M Laurea in Giurisprudenza | Giornalista Pubblicista | Social Media Manager Cultura | Sport |

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