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Ancora tu? Il cavaliere e il grande amore dell’Italia

Eh già, è proprio vero. Senza il cavaliere non sappiamo stare. E io, in fondo, ve l’avevo detto. “Ancora tu? Non mi sorprende lo sai”, così cantava Battisti nel 1976. E il ritorno di Silvio, in realtà, non sorprende. Abbiamo imparato a conoscerlo in questi anni, come fosse un grande amore. Perché, volente o nolente, la storia di Berlusconi, quella politica e quella di personaggio pubblico, ha sempre fatto parte della storia emotiva dell’Italia, sentimentale, quasi intima, fatta di passione più che di politica, di sentimento più che di economia.
Nel bene o nel male senza di lui non possiamo andare avanti. E nessuno provi a nascondersi, perché Silvio è come un amore, uno di quegli amori che sembrano finiti, ma che ti rimangono dentro tutta la vita e con cui avrai per sempre a che fare, sia per gioire, sia per soffrire, nel bene e nel male, appunto.
E l’hashtag battistiano di Twitter “#ancoratu” ce lo ha dimostrato, balzato ai trending topic del microblogging, raggiungendo, per un giorno, il secondo posto mondiale in assoluto, tra le parole più commentate.
Sembra proprio che il Paese senza il cavaliere non riesca ad andare avanti.
Tutti lo davano fuori dalla scena, dietro le quinte, invece eccolo ritornare sul palco, alla ribalta, proprio come un vecchio grande attore. Come un amore vero, di cui non si può fare a meno. Quando meno te lo aspetti, quando sembra arrivata la calma emotiva, il piattume, dentro ti brucia qualcosa, e ti fa capire che così non ce la fai ad andare avanti, che hai la necessità di fare i conti con quell’amore che non ti lascia mai.

Così quando lo vediamo in televisione ci viene quasi spontaneo dire “#ancoratu”, come ha ironizzato il web.
“Lasciarsi non è possibile”, Silvio c’è e forse ci sarà sempre. E nessuno si faccia venire l’orticaria. Bisogna rassegnarsi a quell’amore. Più scappi e più ti insegue.
E non ci lamentiamo, perché questa è l’Italia. L’Italia ha bisogno dei suoi grandi amori, è un Paese di grandi passioni, un Paese che guarda più al cuore che alla mente.
E non ci vengano a dire che la nostra storia è Grillo, che vogliamo cambiare così perché siamo incazzati, oppure è Renzi che vuole rottamare Bersani perché siamo annoiati, o Casini e l’Udc perché siamo assennati, o Monti e i tecnici perché siamo fregati. L’Italia, alla fine, ha bisogno di sognare, rincorre la passione, inseguire l’amore. E quella metà di italiani ancora indecisa di fronte a cotanto di nomi ne è la prova.
Il cavaliere tira, fa incazzare quando ritorna, e fa sognare quando si incazza, ma tira. Tira sul web, tira in tv e tira sui giornali. E quanto meno te lo aspetti è pronto a tirare fuori dal cilindro una sorpresa, non importa che sia un coniglio o un sorcio, importa l’effetto sorpresa. E noi tutti lì, a bocca aperta guardare il gioco di prestigio, o a inveire.
Sei ancora tu, purtroppo l’unica, ancora tu, l’incorreggibile, ma lasciarti non è possibile…

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