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In Italia non tutti fanno lo scontrino. E allora? Che novità?

Il 38 per cento degli scontrini e delle ricevute fiscali è irregolare. Lo ha scoperto la Guardia di Finanza grazie ai controlli effettuati nei primi sette mesi del 2012 in diverse città e località di vacanza. E se ne sono accorti ora? E’ mai possibile che per mandare i finanzieri a controllare i negozi il Paese ha dovuto rischiare il tracollo? E qualcuno aveva dubbi che ci fossero dei problemi? Più di un commerciante o azienda su tre, degli oltre 20mila controllati, ha evaso il fisco. E anche su questo chi aveva dubbi? I risultati sono il frutto di un’azione mirata della Guardia di Finanza che, dall’inizio dell’anno, ha avviato una serie di controlli in tutta Italia. Finalmente ci siamo accorti che da Cortina a Capri, da Courmayeur a Milano, da Roma a Napoli, fino a Palermo e alla riviera romagnola gli italiani evadono il fisco. E pensare che sono anche stati scoperti 1.166 lavoratori in nero, con 24 datori di lavoro completamente inesistenti per il fisco e dunque evasori totali. Tutte novità che ogni italiano medio già conosce. Ma i controlli come mai non sono stati fatti prima che la crisi rischiasse, e rischia, di far saltare il banco? Se lo chiedono un po’ tutti. Quei finanzieri che sono andati in giro per i negozi a scovare chi faceva il furbo, fino a oggi dove sono stati? Sicuramente avranno fatto altro, sicuramente utile, ma forse meno utile di scovare chi non paga le tasse anche mentre il paese profonda. Ma l’Italia è questa, Italia piccola e grande allo stesso tempo, povera e ricca in base alle stagioni, moderna e antica a seconda del governo in carica. L’Italia è questa, che cerca di arrangiarsi all’ultimo momento, che si lascia andare quando tutto sembra andar bene, ma che poi corre ai ripari quando è troppo tardi, o quasi. E l’Italia è pure quella dei negozi che non fanno gli scontrini perché magari non arrivano a pagarsi la mesata, che non pensano all’interesse di tutti, ma dove tutti pensano ai propri interessi.

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