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Il nuovo auditorium e il ritorno alla vita e alla grande cultura musicale de L’Aquila

L’Orchestra Mozart, giovane creatura di un grande direttore d’orchestra, Claudio Abbado, ha inaugurato il nuovo Auditorium del Parco della Città dell’Aquila, con uno straordinario concerto alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e con la visita a sorpresa di Roberto Benigni. La struttura è stata progettata dal Renzo Piano Building Workshop in collaborazione con lo studio Atelier Traldi, ed è l’intervento conclusivo, ad alto contenuto simbolico, della “Missione Abruzzo”, la più impegnativa tra le missioni di solidarietà mai promosse dalla Provincia autonoma di Trento e dalla sua Protezione civile e realizzata con il tangibile contributo della popolazione trentina e di tutte le sue componenti istituzionali, sociali ed economiche. La realizzazione dell’Auditorium è stata fortemente voluta dalla Provincia autonoma di Trento, che ha messo a disposizione ben 7 milioni di euro. La serata è stata promossa dal Comune dell’Aquila e organizzata dalla Società Aquilana dei Concerti “Barattelli”. In una città che ha sempre avuto nella cultura, e in particolare nella musica, uno dei propri caratteri fondanti e identificativi, questo nuovo auditorium contribuirà a rendere più concreto il recupero del centro storico e del suo vivace tessuto relazionale, associativo e culturale. Si tratta di un tangibile simbolo di rinascita. L’idea progettuale è nata grazie all’impulso di Claudio Abbado, che da subito ha auspicato e promosso una soluzione rapida ed efficace per ricreare uno spazio dedicato alla musica, per consentire la piena ripresa di quell’intensa attività musicale che da sempre ha contraddistinto la città. L’Auditorium del Parco nasce accanto al Castello Spagnolo cinquecentesco, un luogo tradizionalmente destinato alla musica. È costituito da tre cubi di legno di dimensioni differenti, dislocati uno accanto all’altro in modo irregolare. Il cubo centrale, più grande, corrisponde alla sala dell’Auditorium, che può ospitare 250 spettatori e un’orchestra di circa 40 musicisti. La struttura è polifunzionale e permetterà anche la realizzazione di conferenze e videoproiezioni all’interno e all’esterno dell’edificio. Alcuni servizi primari come caffetteria e bookshop rendono il luogo ampiamente fruibile. La struttura è interamente costruita in legno, il celebre “abete rosso di risonanza” del Trentino, materiale che ha ottime qualità acustiche e antisismiche e che permette un elevato grado di prefabbricazione, consentendo una ricostruzione veloce e poco invasiva sul territorio.  Alla base del progetto c’è l’intento di ritrovare riferimenti urbani e sociali perduti, al fine di ricreare un luogo di aggregazione il più prossimo possibile a quello che era stato il naturale centro della città. Gianluca Rubeo

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