Ucraina Vs Al Bano: Infinity War

Houston, abbiamo un problema”.

Mai la tanto famosa frase utilizzata dagli astronauti dello shuttle Apollo 13 sembra calzare a pennello per la surreale situazione che si è venuta a creare nella giornata di ieri.

Dimenticate le interminabili partite a Risiko, cancellate quello che sapete su Mata Hari o ciò che avete appreso dai film su James Bond perché qui, gentili lettori, si riscrive la storia.

Avete presente quando la mattina vi svegliate e, oltre a tentare di capire come la giornata potrebbe andarvi in malora,  sentite scorrere in voi una piccola sensazione paragonabile al settimo senso dei Cavalieri dello Zodiaco o al potere della forza dei Jedi?

Bene miei giovani appprend… ah no, ero ancora in fase Yoda. Dicevo. Ieri, mentre ero intento a bere il primo dei miei molteplici caffè, sento un brivido sulla mia pelle. No non era febbre ma qualcosa di ben più potente.

Scorro le ultime notizie sul mio telefono e leggo: “Al Bano nella lista nera dell’Ucraina”. Cosa? Dai sicuramente è un scherzo, penso ad alta voce, cercando di vedere se fosse una delle tante notizie di Lercio oppure le classiche fake news “Kondividi se sei indinniato”.

La mia gatta – intenta nella sua meticolosa pulizia quotidiana – ascolta distrattamente la roboante quanto assurda bomba giornalistica.

Mi ritrovo di colpo catapultato in una situazione ai limiti del grottesco come fu in “War Games, Giochi Di Guerra”.

Come dite? Non avete presente quel film culto degli anni ’80 dove un giovane e sbarbato Mattew Broderick si insinua in un computer del Pentagono con una sorta di Commodore 64 e grazie ad una connessione internet che in Italia ancora ci sogniamo al giorno d’oggi e ad una simulazione chiamata “Guerra Termonucleare Globale” rischia di far iniziare un nuovo conflitto mondiale?

Qui è ancora peggio. Perché il nostrano Carrisi viene bollato come “Minaccia per la sicurezza nazionale” dal governo ucraino.

Vi prego tentate di andare avanti trattenendo le risate perché mi rendo conto di quanto tutto questo possa essere catalogabile sotto la dicitura “barzelletta” stile “ci sono un ucraino, un russo e Al Bano”.

Ma perché il nostro artista sarebbe tanto inviso al governo del paese dell’est?

A quanto pare Al Bano nel 2017 incontrò in Russia Vladimir Putin – non proprio l’ultimo degli scemi – e  questa visita ha fatto storcere il naso dalle parti di Kiev tanto da inserire il nome del cantante nato a Cellino San Marco nella lista delle “persone indesiderate sul territorio ucraino”, elenco pubblicato addirittura sul sito del Ministero Della Cultura del paese dell’ex Unione Sovietica.

Io ce lo vedo il potente Vladimir, durante una riunione al Cremlino, spiazzare tutti e chiamare con una telefono satellitare Al Bano – attento a non far saltare la sua copertura di spia producendo vino – chiedendogli di andare in incognito nei territori confinanti e organizzare concerti solo per carpire nozioni importanti dagli stati limitrofi.

@Credit: Commenti Memorabili

Ma quanto sarebbe bello?

Mentre finisco di sorseggiare la mia dose mattutina di caffeina rifletto sul fatto che ce ne sarebbero altri di motivi per farci detestare da quelle parti.

Basti pensare che sempre a Kiev – poi dici perché ci odiano più di Masha & Orso – Pupo sedò una rissa scoppiata tra due donne durante un suo concerto andato tutto esaurito mentre era intento a cantare “La Notte”.

Sto volando, ve lo giuro.

Carrisi si difende e si professa come il nuovo Ghandi dichiarando: “Io voglio solo cantare di pace. Avrò visto si e no Putin due o tre volte. Ho organizzato concerti in tutto il paese e ora non posso andare a svolgere il mio lavoro. Pretendo le scuse del loro governo”.

Posso capirlo Al Bano, dico davvero. Perché deve essere frustrante sentire Antonio Razzi vantarsi con gli amici al bar per aver fatto da mediatore tra Donald Trump e il dittatore nord-coreano Kim Jong Un e sapere che Toto Cutugno è ancora considerato una rock star nel paese dove lui, almeno per il momento, è visto come il nemico del popolo.

Blocco il telefono, tranquillizzo la mia gatta sul fatto che il nostro supereroe pugliese veglierà su di noi e penso alla fortuna che ho avuto ad esser nato in questo periodo storico.

“What a wonderful world” avrebbe cantato il buon Louis Armstrong.

Simone Maurovich
Informazioni su Simone Maurovich 11 Articoli
Speaker radiofonico, musica, televisione, cinema

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