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Grandi novità da San Francisco al Google I|O 2012

Molti erano incuriositi, molti lo aspettavano e finalmente è arrivato.

Il keynote Google ci ha tenuto compagnia da 27 al 29 giugno 2012 con la presentazione di tantissime novità.
Vediamo dunque brevemente cosa ha presentato Mountain View in queste giornate:
  • NEXUS Q: un hub multimediale di forma sferica in grado di riprodurre foto, video, musica e altro ancora connettendosi alla rete internet o ad uno smartphone Android. Questo nuovo dispositivo dovrà essere collegato ad una tv e tramite wifi o bluetooth o NFC riprodurre file multimediali. Sarà disponibile momentaneamente solo negli Stati Uniti con 16 gb di memoria interna e 1 gb di RAM.
  • NEXUS 7: il nuovo tablet da 7 pollici prodotto da ASUS. Il tablet sarà dotato di display 1280×800 pixel HD, processore Quad-core Tegra 3, 1gb di RAM, 8/16 gb di memoria interna, fotocamera frontale da 1.2MP, microfono, Wifi 802.11 b/g/n, bluetooth, connessione tramite Micro USB, NFC (Android Beam), batteria da 4325 mAh con un’autonomia di 8 ore, accelerometro, GPS e giroscopio. In questo nuovo dispositivo girerà la nuova versione di Android 4.1 Jelly Bean.
  • Android 4.1 Jelly Bean: la nuova versione di Android che andrà a sostituire la penultima: Android 4.0 Ice Cream Sandwich. Questa nuova versione sarà molto più fluida e più potenete in quanto andrà ad ottimizzare la CPU e la GPU. Oltre all’ottimizzazione del kernel e del sistema in generale, Jelly Bean avrà una nuova home, una nuova barra di notifiche, una nuova tastiera, google chrome di default, google translate, google now, google maps off-line e nuove API.
  • Project Glass: gli occhiali del futuro. Ancora in fase di sperimentazione saranno in pre-ordine solo per gli sviluppatori presenti alla conferenza e dal prossimo anno al pubblico alla cifra modica di 1500 dollari. Questi super occhiali sono dotati di processore, fotocamera, memoria integrata, accelerometro, giroscopio, bussola e i vari ricevitori radio. Ci permetteranno di vedere una realtà diversa da quella a cui siamo abituati.

Antonino Marano

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