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Juve tra le polemiche, Napoli avanti di forza, Lazio e Inter in flessione

La ventiduesima di campionato si apre con l’anticipo dell’Olimpico, che vede di fronte Lazio e Chievo. Dopo il pareggio ottenuto in Coppa Italia contro la Juventus Petkovic, che deve ancora rinunciare a Klose, lascia in panchina Mauri e Hernanes e punta tutto su Floccari come unico terminale offensivo. Corini, a differenza dell’ultima disastrosa trasferta in quel di Bologna, opta per un più prudente 5-3-2 con Thereau e Paloschi in attacco. La partita è noiosa e sottoritmo, tanto che la rottura di una parte di rete della porta, e la conseguente riparazione da parte degli addetti al campo, è l’unica cosa da annotare di un primo tempo al limite del soporifero. Anche nella ripresa il Chievo è ordinato e, nonostante non spinga eccessivamente sull’acceleratore, riesce a mettere pressione ai padroni di casa trovando il gol del vantaggio al 61imo: Thereau semina il panico nell’area della Lazio e serve un assist per Jokic che manda la palla sulla traversa e, indirettamente, sui piedi di Paloschi che non sbaglia a porta vuota. Entra anche Hernanes ma le scelte sembrano condannare il turnover di Petkovic reo con le sue scelte d’aver forse preso sotto gamba la sfida con i clivensi. Finisce con la vittoria esterna del Chievo per 1-0, che cosi si conferma vero e proprio tabù per i bianco blu. Nella serata la Juventus ha l’occasione di allungare sull’inseguitrici, nell’incontro casalingo contro il Genoa. Allo Juventus Stadium match vibrante tra due club con ambizioni differenti. Conte deve fare a meno di Pirlo. In cabina di regia va lo strepitoso Pogba ammirato nelle ultime giornate. Ballardini per il suo esordio lancia un 3-5-2 più accorto con l’ex Immobile e Floro Flores a provare a far male a Buffon. Dopo un’iniziale fase di studio, la gara entra nel vivo: al 14imo occasione colossale capitata a Caceres che, spedisce la palla sopra la traversa. Al 21imo Pogba illumina Marchisio con un millimetrico lancio ma il principino bianconero spreca davanti a Frey. Il Genoa tiene botta e con il seguire della prima frazione di gioco imbriglia la manovra della squadra di Conte. Le squadre terminano il primo tempo in parità. Pronti via e la Juventus si porta in vantaggio. Vucinic inventa per Lichtsteiner che mette in mezzo per Quagliarella che non ha problemi a trafiggere Frey. Una volta sbloccata la partita sarebbe lecito attendersi una goleada dei padroni di casa, ma sorprendentemente va di scena ‘’la legge dell’ex’’ e Borriello, neo entrato, di testa pareggia le sorti dell’incontro. La Juventus va vicinissima al gol con una perla di Giovinco su punizione, ma il palo respinge la parabola del fantasista. Nel finale gli animi si accendono, i bianconeri lamentano un arbitraggio vergognoso, su tutti un Conte ‘’invasato’’, che si rende protagonista di una scena francamente esagerata. La domenica di campionato si apre con il Bologna che ospita la Roma nella gare delle 12,30. La gara è scoppiettante sin dai primi minuti. Florenzi dopo 9 minuti porta in vantaggio la Roma, battendo a pelo d’erba, Agliardi in uscita. Il match è gradevole e al 16imo si accende: il Bologna pareggia con Gilardino che è abile a sfruttare una respinta di Goicoechea, ma un minuto più tardi gli ospiti tornano in vantaggio con Osvaldo che di testa spedisce in rete il cross di Pjanic. Le occasioni continuano a fioccare e i felsinei riagguantano il match al 26′ con Gabbiadini che in girata sorprende uno svagato Goicoechea. La ripresa si apre con un destro di Pjanic da distanza siderale che Agliardi blocca a terra. Come all’andata, il Bologna completa la rimonta portandosi sul 3-2 sempre con una papera del portiere: Goicoechea compie un’uscita sconclusionata anticipando Burdisso e regalando a Pasquato la palla del vantaggio. La Roma accusa il colpo e si rifà viva dopo 10 minuti con una bella iniziativa sull’asse Totti-Marquinho, con quest’ultimo che serve Osvaldo che in girata non riesce a segnare. Dopo qualche minuto di forcing, i giallo rossi riescono a pareggiare: punizione dalla trequarti di Totti che pesca in area Tachtsidis che con un’incornata beffa Agliardi. La squadra di Zeman continua ad attaccare e all’82imo Osvaldo si divora una palla gol colossale sparando addosso al numero uno rosso blu, da ottima posizione. Il Bologna rialza la testa e Diamanti sfiora l’eurogol centrando il palo con un missile mancino dai 25 metri. Sempre il capitano dei padroni di casa sul finale centra la traversa su calcio piazzato e, sul proseguo dell’azione, fornisce un ottimo assist a Motta che il laterale non sfrutta. Termina in pareggio una partita infinita sul piano delle emozioni. Punto che serve più al Bologna che ad una Roma che non riesce più a vincere in campionato. Nel pomeriggio: Il Napoli vince e convince a Parma (1-2) sfatando cosi il tabù Tardini; Il solito El Shaarawy trascina il Milan (0-1) nella difficile trasferta a Bergamo contro l’Atalanta; L’Udinese castiga un Siena sprecone (1-0) sfruttando il momento ottimo di Muriel; A Genova (toccante il ricordo del Ferraris in memoria del presidente Garrone, venuto a mancare pochi giorni fa) la Sampdoria asfalta il Pescara, con un 5-0 che non concede replica, il giovane bomber Icardi sugli scudi autore di quattro gol; Il pareggio (1-1). Il week end calcistico si chiude con la partita del San Siro, dove l’Inter ospita il Torino. Tra i nerazzurri Cassano recupera dai problemi fisici accusati di recente e fa coppia con Palacio in avanti; centrocampo di sostanza, con Mudingayi e Gargano centrali. Il Torino risponde con il classico modulo di Ventura, il 4-2-4, con il neo acquisto Barreto in avanti e Meggiorini preferito a Rolando Bianchi. Pronti, via e c’è il gol dell’Inter: non passano neanche cinque minuti e Chivu sfrutta una punizione dai 20 metri, insaccando con un preciso sinistro alle spalle di Gillet. Il Toro però non accusa il colpo e comincia a macinare gioco; l’Inter comincia a soffrire la catena di destra granata, formata dagli scatenati D’Ambrosio e Cerci. A generare il pareggio al 23imo è però un errore individuale di Guarin, che pressato al limite dell’area regala palla agli avversari: per Meggiorini insaccare è un gioco da ragazzi. Nella ripresa ci si aspetterebbe la reazione dei nerazzurri, invece arriva il raddoppio del Toro, questa volta sull’asse Cerci-Meggiorini, con un’azione che nasce sempre sulla corsia di destra. L’Inter preme, con confusione, attaccando in massa ed esponendosi alle ripartenze dei granata; e al 66imo è Cambiasso a concretizzare la pressione nerazzurra, depositando in rete uno splendido assist di Zanetti. La partita diventa avvincente: il Toro rischia di tornare in vantaggio con un tocco sotto misura di Bianchi, ma Handanovic ha un riflesso da campione. Il risultato rimane inchiodato sul 2-2 . Un punto per parte e tanto rammarico per entrambe le squadre; per l’Inter, per non aver saputo sfruttare appieno il passo falso della Lazio; per il Torino, per aver pregustato la vittoria e non aver saputo difendere il risultato, quando i tre punti sembravano essere a portata di mano.

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