Costume

Juve inciampa a Parma, Lazio vola a -3. Campionato riaperto

Quando si comincia a dire “ Solo la Juventus può perdere questo scudetto…” la Serie A regala emozioni e sorprese. Due passi falsi consecutivi, costano alla capolista il margine di sicurezza che la separava dalle inseguitrici e la Lazio, autentica rivelazione di quest’anno, riapre il discorso per il primo posto portandosi ad una sola partita di distacco dalla prima posizione. Il match del Dall’Ara apre il girone di ritorno. Il Bologna ha bisogna di una vittoria che tenga a distanza di sicurezza la terzultima piazza mentre il Chievo naviga in acque abbastanza tranquille grazie ai 24 punti totalizzati nel girone d’andata. Importante affermazione del Bologna che approfitta di questa boccata d’ossigeno sconfiggendo una diretta concorrente per la salvezza. Un 4-0 che non mente al riguardo della dinamica di una partita che il Chievo ha giocato in maniera non proprio convincente. Nella serata l’Inter ritrova la vittoria con una prestazione convincente davanti al suo pubblico. Nonostante le numerose assenze, la squadra di Stramaccioni conquista i tre punti grazie alle reti di Palacio e Guarin. Passo indietro per il Pescara, che non ripete la bella prestazione della settimana scorsa. Con l’anticipo dell’ora di pranzo si apre la Domenica di campionato. Nonostante sia la prima gara del girone di ritorno, allo Stadio Olimpico di Torino sono in palio punti fondamentali in ottica salvezza. I granata, reduci da tre risultati utili consecutivi, galleggiano in quattordicesima posizione, mantenendo 4 punti di distacco dalla zona rossa. Il Siena, fanalino di coda, senza alcun eufemismo è con mezzo piede in Serie B. 11 punti (sarebbero stati 17 senza la penalizzazione) e un’identità di squadra poco definita suonano come qualcosa in più di un campanello d’allarme. Vince il Torino 3-2, giocando una gara ordinata e equilibrata. Niente da fare per il Siena, che ha provato in tutti i modi e con orgoglio a pareggiare (fatale lo sbaglio dal dischetto di Rosina al 90imo) . Nel pomeriggio scendono in campo le altre big: la Juve fa visita al Parma, Lazio e Napoli affrontano in casa Atalanta e Palermo, Roma e Fiorentina fuori casa, sugli ostici campi di Catania e Udine. Sfida difficile per la Juventus, prima trasferta del 2013, in un campo dove quest’anno ancora nessuno ha portato via l’intera posta in palio. Per il Parma l’obiettivo è allungare sulla zona retrocessione per provare a concentrarsi su qualcosa di più importante nel girone di ritorno. La gara è inaspettatamente equilibrata. La squadra di Conte si porta in vantaggio con Pirlo (decisiva la deviazione della barriera) ma si adagia sugli allori e cosi un Parma mai domo riesce a trovare il meritato pareggio con il subentrato Sansone. Altra battuta d’arresto, dunque, per la capolista che adesso vede ridursi il vantaggio sulla seconda a soli tre punti di vantaggio. Il Parma, piazza a soli 3 punti dalla zona Europa, conservata l’imbattibilità interna. A Roma, la Lazio scende in campo con un ritardo di soli 5 punti dalla capolista e chiede strada all’Atalanta per proseguire la striscia positiva. Gara bruttina per tutta la prima parte. Nei secondi 45 minuti Pektovic ridisegna la sua Lazio. Fuori i deludenti Candreva e Lulic, dentro Cana e Floccari; 3-4-3 speculare per accendere un match, fin qui, al limite del soporifero. I risultati sembrano subito arrivare, la partia cambia e diventa più vibrante. Al quarto d’ora Floccari ci prova di destro, Canini devia e la palla termina alta di poco sulla traversa. La Lazio spinge e su calcio d’angolo costruisce l’azione più limpida del match. Colpo di testa di Cana e Denis in acrobazia salva sulla linea. Al 22imo arriva il vantaggio dei padroni di casa, segna con Floccari, ma il gol è visibilmente irregolare per un tocco di mano. 11 minuti più tardi , la Lazio raddoppia: Mauri lascia partire un traversone per Klose, Brivio di testa la devia verso la sua porta. L’Atalanta prova a reagire con Denis, ma Marchetti è attento. Al 38imo Carmona è espulo per somma di ammonizioni e la traversa di Hernanes su calcio di punizione sono gli ultimi squilli di un secondo tempo emozionante. La Lazio sale a quota 42, a 45 c’è la Juve. Il Campionato è ufficialmente riaperto. A Napoli, i padroni di casa soffrono solo il primo quarto d’ora, poi, prendono il sopravvento su un Palermo che è durato troppo poco per poter contrastare questo Napoli. Finisce 3-0. La squadra di Mazzarri conferma il trend positivo. Palermo che, dopo il vantaggio degli azzurri, è sembrato molto in difficoltà. Per i rosanero, la classifica si fa molto severa. Roma e Fiorentina sembrano invece unite da un filo invisibile. Entrambe le squadre danno la sensazione di dominare l’avversario, ma che si sciolgono come neve al sole alle prime difficoltà. I viola perdono 3-1, devastate dalle ripartenze di Muriel e Di Natale; I Giallorossi invece non capitalizzano (soprattutto con Destro) le innumerevoli palle gol, figlie di un primo tempo dominato in lungo e largo. Nel secondo tempo, i ragazzi di Zeman, non scendono in campo e in un’azione contropiede Gomez punisce la Roma. Catania 1 Roma 0. A Cagliari, la squadra di casa centra 3 punti fondamentali per la lotta salvezza contro il Genoa. La partita finisce 2-1 con un gol allo scadere di Capitan Conti, sempre più bandiera della squadra sarda. Chiude la prima giornata del girone di ritorno, il posticipo serale di Genova: Sampdoria-Milan. Allegri propone il tridente più giovane della sua gestione ( Bojan-El Shaarawy-Niang) complice anche la squalifica dell’ex Pazzini. La Sampdoria, dopo il aver sbancato lo Juventus Stadium, prova a confermarsi contro l’altra big a strisce. Nella prima frazione Blucerchiati più intraprendenti e Rossoneri passivi; in dieci minuti si sfogano i padroni di casa cimentandosi nel ‘’tiro all’Abbiati’’, che non si cura del perfido gelo genovese e respinge le sassate di Eder e De Silvestri. Ambrosini lascia il campo dopo venticinque per il riacutizzarsi dello stesso problema rimediato in Coppa Italia, entra Flamini. Bojan, il più vivace fra gli ospiti, vanifica l’ottima prova sprecando un contropiede per eccesso d’egoismo, mentre Niang si vede raramente dalle parti di Romero. Dopo un paio di conclusioni di Montolivo, si va a riposo sullo 0-0. Nella ripresa, si apre qualche varco in più, ne beneficiano prima Icardi, liberato dalla splendida palla di Eder e dall’erroraccio di Mexes in fase di disimpegno, poi Boateng, che conclude come può sul bel contropiede forgiato dall’asse Niang e Bojan; il peggior El Shaarawy della stagione, lascia il campo per Robinho dopo un’ora di gioco. Il match non decolla e Niang rischia grosso vendicandosi di Costa con una manata: per Guida basta il giallo al classe ’94. Non succede praticamente più nulla, col Milan che chiude confusamente in attacco gli ultimi minuti. Sampdoria 0 Milan 0. Milan a -9 dal terzo posto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *