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Serie A avvolta da più ombre che luci….

Giornata macchiata da grosse imprecisioni della classe arbitrale, la nona del campionato, all’insegna delle polemiche e atteggiamenti sconvolgenti da parte di alcuni pseudo tifosi. Sul campo si consuma un errore dietro l’altro da parte dei giudici di gara che di fatto falsano ben quattro partite: Milan-Genoa, Catania-Juventus, Fiorentina-Lazio e Roma-Udienese. La giornata si apre con l’anticipo delle 18, Siena-Palermo, entrambe nel pieno della zona retrocessione e con estrema necessita di portare a casa punti vitali, il risultato è una partita noiosa che vede le due compagini dividersi la posta un paio, per uno scialbissimo 0-0. Alle 20,30 è di scena il Milan, in ricerca di riscatto dopo l’infauste trasferte contro la Lazio in campionato e Malaga in Champions. Il Genoa del neo allenatore Del Neri cerca punti per dare tranquillità, ad un ambiente da sempre caldo e non contento dell’inizio stagione. Il tema della partita è chiaro da subito, il Milan (che ritrova Pato dopo 8 mesi) in attacco, Genoa in difesa e pronta a ripartire in contropiede. Nei fatti la gara è tra due incompiute, i rossoneri non riescono a concretizzare uno sterile predominio sul campo, i rossoblu in difficoltà che non riescono a pungere negli spazi. L’unico che prova a spezzare la gara, è il solito El Shaarawy, sempre vivace e pungente, probabilmente il solo a Milano sponda rossonera ad aver beneficiato della partenza di Ibrahimovic. La svolta al 77imo, quando Abate scatta sull’out di destra, in chiaro fuorigioco, cross in area che trova il piccolo Faraone pronto a segnare da due passi. Milan non bello ma che riesce a portare a casa i 3 punti, che erano l’obiettivo principale. Milan 1 Geona 0. Nell’anticipo dell’ora di pranzo, la capolista Juventus scende in Sicilia per strappare punti sul campo del Catania, impresa fino ad oggi riuscita solo al Napoli. L’inizio della partita è avvincente, con le due squadre che si affrontano a viso aperto. Al 23imo pero arriva il fattaccio che condiziona tutta la prima frazione di gioco: Lodi scodella una palla al centro dell’area, Spolli devia di testa, palo, sulla ribattuta piomba Bergessio che mette dentro. Gol regolarissimo che inizialmente viene giustamente convalidato, dopo 45 secondi di proteste, da parte di buona parte della panchina bianconera, il giudici di porta Rizzoli, richiama l’attenzione dell’arbitro e fa annullare il gol per un invisibile fuorigioco. Catania su tutte le furie, la decisione non cambia. Nel secondo tempo la Juventus capisce di rischiare troppo e comincia subito forte. Forcing che pero vede sempre prevalere il portiere etneo Andujar, sicuramente il migliore dei suoi. Al 57imo, seconda incredibile svista della cinquina arbitrale. Vucinic trova Bendtner in area di rigore, in posizione di fuorigioco, tiro fiacco, ribattuto del portiere che trova Vidal pronto al tap in. Il Catania cerca di riportare in parità la partita ma senza impensierire, un inoperoso Buffon. L’espulsione di Marchese per doppia ammonizione spenge gli ardori del Catania e la Juve sfiora, senza trovarlo, più volte il raddoppio. Catania 0 Juventus 1. Ottava vittoria in campionato per la vecchia signora, ma la gara è stata senza dubbio, condizionata dalle due gravi sviste arbitrali. Nel pomeriggio spicca Fiorentina-Lazio e Bologna-Inter. A Firenze l’ennesimo brutto arbitraggio sporca una partita bella, che con un arbitraggio più equo, poteva regalare più spettacolo.  Nel primo tempo è dominio Viola. I ragazzi di Montella fanno la partita contro una Lazio poco propositiva e schiacciata nella propria metà campo. Al 24imo Konko mette giù Pasqual, rigore netto, dagli 11 metri si presenta Matias Fernandes che stampa sul palo una conclusione rabbiosa ma imprecisa. Il vantaggio viola è comunque maturo e arriva al 45imo: Ljajic sfodera un gran tiro che finisce sotto la traversa, nulla può Bizzarri. Sul gol pesa l’ombra di un fuorigioco attivo di Jovetic che disturba la visuale del portiere biancoceleste. Nel secondo tempo la Lazio è più presente ed arriverebbe anche il pareggio, se non fosse che il guardalinee annulla ingiustamente, la rete di Mauri, che in tuffo, aveva battuto Viviano. Il nervosismo costa caro a Ledesma e Hernanes che vengono espulsi da un intransigente Bergonzi. Al 90imo c’è spazio anche per Toni che in girata, firma il definitivo 2-0.  A Bologna l’Inter si dimostra sulla strada giusta, centrando l’ennesima vittoria esterna. Sotto il diluvio che avvolge l’Emilia, i nerazzurri sbloccano la partita con Ranocchia e nel secondo tempo chiudono il match grazie ai gol di Milito e CambiassoUna bella vittoria per gli uomini di Stramaccioni, di carattere, contro un Bologna che non demerita ma soffre troppo in difesa, tagliato a fette dalle incursioni di Palacio e dagli inserimenti di Cambiasso; i nerazzurri grazie a una continuità impressionante rimangono nella zona alta della classifica. Bologna 1 Inter 3. Sempre nel pomeriggio si registrano: le vittorie esterne del Parma (0-3 sul Torino,severamente contestato dai propri tifosi) e del Cagliari (0-1 sulla Sampdoria, sempre più in crisi). Pareggio a rete bianche tra Pescara e Atalanta. Nella serata si chiude con il doppio posticipo:  Roma-Udinese e Napoli-Chievo. Il Napoli,orfano di Cavani, ha premuto fino al goal di Hamsik, poi, affaticato, ha tenuto botta alla reazione di un Chievo mai domo. I tre punti consentono agli azzurri di mantenere la scia della Juventus. A Roma ennesimo film già visto nella Capitale. Gli uomini di Zeman distruggono nei primi 20 minuti la formazione di Giudolin. Giallorossi ispirati dal solito Totti e da un Lamela versione Super. Il talento argentino prima apre, con un’azione personale, poi raddoppia con un colpo di testa in tuffo, al fine di un’azione ben congeniata dalla coppia Osvaldo-Totti. La Roma da quel punto in poi, però, sparisce misteriosamente dal campo. L’Udinese si fa più vivace e accorcia con Domizzi sugli sviluppi di un calcio di punizione. Secondo tempo come gli ultimi venti minuti del primo, Roma sbilanciata, centrocampo assente e Udinese libera di ripartire in contropiede. Dopo 4 minuti ennesimo black out della difesa giallorossa, che si dimentica Di Natale a due metri dalla porta (tenuto in gioco da Piris) che castiga un’incolpevole Stekelenburg. La Roma prova a svegliarsi dal torpore della ripresa e sfiora il nuovo vantaggio con Osvaldo,Totti e De Rossi ma il risultato rimane inchiodato sul pari. Come nella gara contro il Bologna, nelle battute finali arriva la beffa, Pereyra si lascia cadere in area dopo un contatto con Castan, Massa (primo arbitro) fa proseguire ma ancora una volta l’arbitro di porta, si rende responsabile di una decisione errata, assegnando il rigore. Dal dischetto si presenta Di Natale che con un pallonetto fredda in portiere giallorosso. Roma 2 Udinese 3. Impresa degli uomini di Guidolin che dopo due gol di svantaggio riescono a ribaltare il risultato. Per Zeman i soliti problemi difensivi e la mancata concretizzazione di alcune palle-gol sono state nuovamente fatali. A fine di una giornata segnata da incredibili errori arbitrali, va segnalato a malincuore, qualcosa che supera in bruttezza le nefandezze sul campo. In Serie B durante Livorno-Verona, alcuni tifosi della formazione veneta, non perdono occasione per farsi riconoscere ( nel male…) e intonano cori contro Piermario Morosini, stroncato in campo da un arresto cardiaco pochi mesi fa. Per tutta risposta in Serie A, alcuni tifosi giallorossi, usano il minuto di raccoglimento in memoria dell’ennesimo ragazzo italiano morto in Afghanistan, per cantare cori contro le forze dell’ordine. Per la serie, al peggio non c’è mai fine….

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