Arte

Il Chiostro del Bramante ospita l’avanguardismo di Joan Mirò

Roma. Dopo molti anni Roma torna ad ospitare una vasta rassegna, ricca di contenuti, dell’opera di Joan Miró (1893-1983), il grande artista catalano che ha lasciato un segno inconfondibile nell’ambito dell’avanguardismo europeo. Al chiostro del Bramante sono presenti oltre 80 lavori mai giunti prima nel nostro Paese, tra cui 50 olii dal fascino unico e dal grande formato, ma anche terrecotte, acquerelli e bronzi. Fino al 23 agosto si potranno ammirare tra i capolavori, gli olii Donna nella via (1973) e Senza titolo (1978); i bronzi come Donna (1967); gli schizzi tra cui quello per la decorazione murale per la Harkness Commons-Harvard University, tutti provenienti da Palma di Maiorca dove la Fundació Pilar i Joan Miró detiene molte opere dell’artista, concesse in via del tutto straordinaria per l’anteprima italiana. “Poesia e luce” è la rassegna prodotta e organizzata da Arthemisia Group, 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE e DART Chiostro del Bramante, in collaborazione con Fundació Pilar i Joan Miró, col patrocinio dell’Ambasciata di Spagna. La curatrice è María Luisa Lax Cacho, tra i maggiori esperti dell’opera di Miró, la quale ha illustrato l’ultima fase della produzione dell’artista, quando egli finalmente concretizzò a Maiorca nel 1956 un suo grande sogno: uno spazio tutto suo, dove lavorare protetto dal silenzio e dalla pace della natura. In occasione della mostra, lo studio è stato ricostruito scenograficamente all’interno degli spazi espositivi.“L’incontro di fantasia e di controllo, di oculatezza e di generosità, che forse si può considerare una caratteristica della mentalità catalana, può spiegare, in parte almeno, la base fondamentale dell’arte e della personalità di Joan Miró”. Così ha scritto Gillo Dorfles in un suo saggio sull’artista catalano. Anche per questo ci sembra azzeccata la scelta della cornice rinascimentale del Chiostro del Bramante quale luogo adatto allo spirito multiforme di Miró e alla sua comunicazione fatta di macchie, grafismi, spruzzi, impronte, abrasioni, suture e chiodi. Miró dipinge a terra, cammina sulle proprie tele, produce spruzzi e gocciolamenti, fino a passare gli ultimi anni di attività dipingendo con le dita, stendendo il colore con i pugni e cimentandosi nella pittura materica, spalmando gli impasti su compensato, cartone e tanti altri materiali di riciclo. “Poesia e luce” è un viaggio fantastico, un’intensa emozione, fa bene allo spirito e stimola la mente. Gianluca Rubeo

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