Keanu Reeves: Il fascino esotico del John Wick del grande schermo, la cui umanità parla da sé

Spesso pensiamo che le celebrità di Hollywood, belle, irraggiungibili, ricchissime, abbiano un’esistenza fuori dal comune, simili a “divinità”, quando invece come ogni essere umano vivono problemi, malesseri, piccoli e grandi dolori da cui la vita non sottrae nessuno. Keanu Reeves, icona cinematografica, ha avuto una vita tutt’altro che facile, ma non ha mai smesso di diffondere un messaggio propositivo, esortando le persone ad essere ottimiste e volitive. La perdita nel 1999, per lui e la sua compagna Jennifer Syme, della figlioletta nata già morta, la scomparsa prematura del migliore amico River Phoenix, il dolore per la stessa compagna Jennifer, deceduta nel 2001 in un incidente d’auto ed infine la tremenda leucemia della sorella Kim, per non parlare dell’abbandono del padre quando aveva appena 3 anni. Questi sono i macigni che la vita ha scagliato su Keanu, che però non ha mai smesso di sognare, sorridere, sperare.

Keanu: un nome affascinante che in hawaiiano significa “brezza leggera”. Il suo sguardo dolce, mite, estremamente saggio, sembra evocarci proprio questa meravigliosa immagine. Il 54enne canadese nato in Libano, dalle origini inglesi, cinesi e hawaiiane (i suoi stupendi tratti somatici parlano chiaro) è da tutti amato non solo per la sua forza, ma anche per la sua enorme umiltà, ben lontana dal mondo delle star di Hollywood, per la gentilezza verso i fans, per la sua generosità (è risaputo il suo aiuto economico ai senzatetto, la beneficenza con somme stratosferiche agli ospedali e il fatto che si privasse di altissime somme da donare ai membri di varie troupe con cui ha lavorato). «I soldi sono l’ultima cosa a cui penso. Potrei tranquillamente vivere con quello che ho già guadagnato per i prossimi secoli», affermava già nel 2003. Chi non lo ricorda indossare i panni del “tecnologico” Neo nella trilogia di Matrix, con quel lungo trench nero di pelle, occhiali da sole e capelli impomatati alla perfezione? Ma Keanu è altrettanto noto al grande pubblico per il ruolo del gigolò Scott Favor nel dramma Belli e dannati, del coraggioso Jack Traven in Speed, dell’avvocato Kevin Lomax nel thriller soprannaturale L’avvocato del diavolo, del fascinoso detective Johnny Utah nel cult Point Break, di John Constantine nell’omonimo film. Ogni donna è rimasta almeno una volta nella propria vita, incantata dalla grazia dei suoi tratti, dai suoi lunghi capelli lisci, e da quel sorriso disarmante. Dallo scorso giovedì 17 maggio, lo troviamo al cinema nel ruolo dello spietato killer con capelli lunghi e barba perfettamente definita, John Wick, nella pellicola d’azione John Wick 3: Parabellum (nel cast anche Halle Berry, Ian McShane la “Morticia” Angelica Huston).

Il suo stile da goth gentleman è ormai una certezza sul red carpet e in tanti hanno criticato con simpatia quegli stivaletti da montagna, da cui non riesce proprio a staccarsi. Lo abbiamo visto recentemente, tutto in grigio fumo, aggiunersi a una parata di grandi star, lasciando le sue impronte sulla lastra di cemento al Chinese Theatre di Los Angeles. L’animo perfezionista dell’attore che ritroveremo anche in Toy Story 4, si è fatto sentire: nella sua impresa ha impiegato tre tentativi, con la collaborazione di un paziente operaio che spianava il cemento dopo ogni volta non andata a buon fine. E lo ritroviamo in total black, alla Première di John Wick 3 a New York, al fianco della bellissima Halle Berry, sempre munito di stivaletti da apinista con lacci intrecciati.

La news è che di recente si è prestato come modello per Yves Saint Laurent. Nella vita di tutti giorni, la star non è di certo ricordata per vestire spesso completi eleganti, firmati da chissà quali famosi nomi. Keanu si sente bene nei suoi panni casual, o sportivi, non estremamente curati, ma rappresenta bene l’esempio di uomo per cui non soffermarsi all’ involucro. Lui ha semplicemente due cose fondamentali che molti non possiedono: umanità e bontà.

Voglio lasciarvi con una sua frase per un attimo di riflessione: “Possiamo imparare dai nostri stessi errori, e se hai speranze e sogni, se sai cosa vuoi diventare, il cambiamento è possibile. O almeno lo spero!”

Daria Lucci

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