Cinema

La favola vera di Marcello Fonte, dalla baraccopoli ai David di Donatello

Indimenticabile il suo spaesamento sul palcoscenico del Festival di Cannes, quando è stato proclamato Migliore attore protagonista per Dogman. Mentre Cate Blanchett annunciava il suo nome, Roberto Benigni si congratulava con lui, e Khadja Nin gli porgeva il premio, Marcello Fonte sembrava quasi riluttante nell’accettare la Palma d’oro: era incredulo, emozionatissimo. Il pubblico di Cannes è esploso in un applauso commosso quando finalmente è riuscito a prendere in mano il premio: era tutto vero. “Da piccolo, quando ero a casa mia, e pioveva sopra le lamiere, chiudevo gli occhi e mi sembrava di sentire gli applausi” ha raccontato Fonte. “E invece adesso li apro, e quegli applausi siete voi“.

Quello di Marcello Fonte è un talento miracoloso, scovato quasi per caso: non aveva mai sognato di fare l’attore. “Sono cresciuto in una famiglia povera, che non aveva niente, e mi sono arrangiato a sognare le cose che avevo, per non restare deluso“. Come racconta nel suo romanzo autobiografico, Notti Stellate, e nel film Asino Vola, Marcello viveva in una claustrofobica baracca con la sua numerosa famiglia e passava le giornate a giocare in una discarica, in mezzo alla spazzatura. Era completamente insofferente alle regole, ma pieno di speranza e di fiducia. Da Reggio Calabria si è trasferito a Roma, seguendo il fratello, scenografo, che l’ha fatto avvicinare alla recitazione. Fonte ha iniziato a interpretare piccoli ruoli da comparsa al cinema (sul set di Gangs of New York di Martin Scorsese, ha incontrato Leonardo DiCaprio, e ha chiesto a un “tale con il cilindro” di scattare loro una foto: solo più tardi ha scoperto che quel “tale” era Daniel Day-Lewis) e a recitare a teatro con la compagnia di ex detenuti “Fort Apache Cinema Teatro”. Poi, la svolta: l’incontro con il regista Matteo Garrone, che l’ha scelto per Dogman, il film ispirato al brutale delitto del “canaro della Magliana. E poi, come un sogno, una pioggia di premi: “Quando mi hanno richiamato al Festival [di Cannes] non immaginavo nulla: stavo prendendo un caffè a San Lorenzo e ho pensato che fosse uno scherzo. Ho preso lo smoking e mi sono lanciato dentro l’aereo“. Oltre alla Palma d’oro, l’interpretazione in Dogman è valsa a Garrone l’European Film Award (detto “l’Oscar europeo”) e il Nastro d’Argento. Ora aspettiamo solo di sapere se Marcello Fonte riuscirà a coronare il suo sogno a occhi aperti con il David di Donatello 2019, per il quale è candidato come Migliore attore protagonista.

Francesca Trinchini

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