Edoardo Siravo: “Sono stato amico delle donne, un grande fidanzato, ma mai loro marito. Mia moglie è il teatro”

Interprete della voce dell’autore, Goffredo Parise, e protagonista di Età, racconto tratto da I Sillabari, Edoardo Siravo, attore, regista, doppiatore con più di 150 trasposizioni teatrali alle spalle, è in scena con Amore, Ingenuità, Poesia, Sogno (I Sillabari), uno spettacolo intimo e profondo che racconta una sintesi di vita, letteraria e vissuta, che attraversa l’ultima giornata di un uomo irrimediabilmente malato che per la prima volta si guarda allo specchio e, quello stesso giorno, avverte di essere alla fine.
Lo scrittore, in una sorta di dialogo/confronto con se stesso, dà vita ai personaggi dei suoi racconti che lo costringeranno a misurarsi con la propria pigrizia, il suo ozio, il suo essere ostinatamente contro i tempi che cambiano, rivolto a un mondo che non c’è più e che non può più tornare.
Dall’11 al 13 gennaio al Teatro Palladium con Monica Bonomi e Stefania Barca. Regia di Lorenzo Loris.

In questo spettacolo Amore, Ingenuità, Poesia, Sogno lei è protagonista e autore del racconto Età. Come ha approcciato al testo teatrale, conosceva già le opere di Parise?
Si, avevo letto qualcosa molti anni fa. Parise è sempre stato considerato da me, come da tanti altri, un grandissimo autore, molto dimenticato ultimamente, come tanti altri appartenenti a quella straordinaria fusina che c’è stata subito dopo la guerra in Italia. Ho avuto il piacere di recitare Brancati, Alvaro, Pasolini e mi mancava Parise e devo dire che che mi sono interessato all’operazione che sta facendo da un pò di anni il Teatro Out Off nella persona di Lorenzo Loris, che aveva già fatto Calvino, Buzzati. Scelto Parise ci siamo trovati.

Dal punto di vista teatrale ha trovato delle difficoltà?

Beh, sì! Recitare testi non derivanti da una drammaturdia è sempre abbastanza complicato e poi lui aveva una scrittura straordinaria ma complessa. Bisogna scavare dietro i sentimenti che ci sono dietro le parole di Parise perchè lui era interessato più ai sentimenti che alle trame o alle ideologie. Infatti durante lo spettacolo c’è anche un attacco alle ideologie che lo avevano tenuto un pò fuori dal contesto intellettuale di quel periodo.

Tra questi sentimenti, amore, ingenuità, poesia e sogno, qual è quello che le è più vicino?

Secondo me l’ingenuità (ride ndr) e la poesia sicuramente sono quelli cui sono più legato e attaccato. L’amore e il sogno un pò di meno. A sognare non sogno mai, ma con l’amore… beh non ho mai avuto buoni rapporti con le donne. Sono stato amico delle donne, un grande fidanzato, ma mai loro marito. Mia moglie è il lavoro.

A suo parere, quali sono i problemi che affliggono il teatro?

Ve ne sono sicuramente diversi, ma prima di tutto sicuramente il totale rimbecillimento sia della classe politica e degli italiani. Se si può dire, penso che siamo arrivati al compimento di quello che voleva la P2 cinquant’anni fa, ovvero il rincoglionimento degli italiani. Negli altri paesi, come la Francia, la Germania o l’Inghilterra certe regole si sono mantenute e invece noi le abbiamo distrutte. Parlo di regole etiche e quindi una delle prime cose a saltare è stata il teatro che comunque ha la funzione di curare l’anima. Adesso stanno cercando di distruggere anche la sanità che cura il corpo, ma l’anima era già stata distrutta. Per ritornare a far funzionare il cervello ci vorrebbe una scelta politica ben precisa che al momento non mi sembra di intravedere.

Lei è stato ed è anche un buon maestro, ritiene che nelle nuove generazioni ci sia del potenziale attoreo importante oppure è impossibile eguagliare il livello di una generazione come la sua o anche quella precedente?

Io credo che il talento non può essere sparito dall’Italia. Noi eravamo gli attori più bravi del mondo quindi ritengo che debba esserci un passaggio che va dal maestro all’allievo, il nostro è un artigianato. Se questi giovani, soprattutto quelli che vanno dai 35 ai 50 hanno pensato di far tutto da soli senza avere le armi degli altri artigiani più anziani, mi sembra che siano abbastanza disarmati mentre credo che i giovanissimi abbiano capito questa lezione e speriamo che sappiano quale strada percorrere.

Qual è il ruolo in assoluto che ha interpretato o anche doppiato al quale è particolarmente affezionato?

Tantissimi! Tutti i film di Goodman, di Depardieu, di Jeremy Irons mi hanno esaltato abbastanza. anche La soap opera Vivere che ho interpretato in tv, anche se considerata opera minore, è stato un bel momento e poi ci sono quattro, cinque ruoli teatrali che sono stati alla base della mia carriera.

Come nasce la sua passione per il teatro?

In realtà non lo so, naturalmente e spontaneamente. Già a sei anni lo facevo e non so il perchè. Forse nasce dalla timidezza, quando una persona è timida, attraverso altri personaggi, cerca di superare la propria timidezza.

Lei sarà a maggio al Teatro Off di Avezzano con Davide Cavuti e il Recital Roma, l’amore e le nuvole, può anticiparmi qualcosa?

Ci sono grandissimi autori, tra cui Flaiano, Trilussa, e tante cose che facciamo spesso io e Cavuti con cui lavoro insieme da molti anni. Uno spettacolo interessante, divertente e anche colto.

Antonella Valente
Informazioni su Antonella Valente 55 Articoli
GiornalistaT&M Giornalista Pubblicista | Dottoressa in Giurisprudenza Teatro | Cinema | Cultura

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