A tu per tu con Paolo Stella: la scrittura mi ha salvato. Il successo? Io mi sento all’inizio con tutto ancora da fare

Ci ho messo 7 anni, è stato piuttosto complicato viverti all’inizio, poi è stato facilissimo. Ti ho lasciato in un cassetto per anni, non eri pronto, non ero pronto”. Poche semplici righe, tanta passione e tanta dedizione. È questo il messaggio che Paolo Stella, ex concorrente di Amici di Maria De Filippiinfluencerattorecreative director e neo-regista degli ultimi singoli di successo della cantante e amica Emma Marrone, lasciava tempo fa sul suo profilo Instagram. Meet me alla boa, il suo esordio narrativo, edito Mondadori, è ora realtà ed un grande successo. Un libro fresco, ricco di sentimento, il tutto condito da una scrittura brillantissima. Un libro che trasmette perfettamente la sensazione totalizzante di quando l’amore si impossessa della tua vita e la cambia per sempre.

 

 

 

Lo avevo descritto così, in un precedente articolo, il suo esordio narrativo. Prima di proporvi quest’intervista a cuore aperto con Paolo Stella però, posso dire con sincerità quanto sia emozionante e ricco di amore Meet me alla boa. L’ho comprato, l’ho letto e ogni riga è stato un continuo stupirsi di sentimenti reali, emozioni forti e bravura assurda. Ci ho messo un giorno, e in un giorno ho vissuto tante di quelle sensazioni che faccio fatica a spiegare in poche parole. È stato coinvolgente e commovente. Quando leggi il libro sai, già dalle prime righe, che la storia di Francesco e Marti accomuna un po’ tutti: tutti abbiamo avuto un dolore, e quando arriva all’improvviso ci coglie sempre un po’ impreparati. Nonostante il tema però possa toccare tanti sentimenti, è un libro scritto con autoironia e leggerezza. I dialoghi sono divertenti, brillanti e descrivono, minuziosamente, un preciso stato d’animo. Ma, soprattutto, la meraviglia di un amore travolgente e inaspettato.

Ho avuto il piacere di chiacchierare con Paolo Stella, di parlare dei suoi sogni, della sua vita, della sua carriera lavorativa e dei suoi progetti per il futuro. Una chiacchierata a cuore aperto, così come piace descriverla a me.

Sei conosciuto dal pubblico dal lontano 2002, quando sei entrato nella scuola di Amici di Maria De Filippi. Quanto ti è servito Amici e cosa ti ha lasciato come esperienza?

NELLA VITA SERVE TUTTO. Sempre. Amici ha avuto il merito di farmi capire che nella vita potevo seguire un desiderio piuttosto che un’idea precostituita.

Dopo la collaborazione con Elle.it, nasce Lampoon. Come nascono e quanto sei legato a questi progetti?

Nascono entrambi da un incontro. Ed essendo legati all umanità di tale incontro sono legatissimo a entrambe le esperienze.

 Come nasce l’idea di creare Grumble Creative?

Ho pensato che se quello che facevo sul web funzionava su di me, potevi applicarlo anche ai brands. E avevo ragione. Ora però sono uscito da Grumble Creative e sto aprendo un’altra agenzia di comunicazione web.

Sei diventato in poco tempo uno dei punti di riferimento del web, seguitissimo sui social. Quando hai capito che stava iniziando il successo per te?

La parola successo mi fa sempre paura, dipende strettamente dai tuoi termini di paragone, come la parola ricchezza. Io mi sento all’inizio con tutto ancora da fare.

Da poco hai scritto un libro, “Meet me alla boa”, che è stato da subito apprezzato. Come nasce il libro e la voglia di scrivere?

Nasce dal fatto che stavo in un momento di grande fragilità e confusione, che tutto sembrava nero e che non vedevo un futuro. E la scrittura mi ha salvato. Non è nato come un libro, ma come un flusso di coscienza senza alcuna pretesa di essere pubblicato. E difatti non ho fatto nulla per la sua pubblicazione. L’ho scritto e messo in un cassetto, sette anni fa. Il libro a un certo punto ha deciso che fosse ora di uscire e si è fatto pubblicare. Io non c’entro nulla.

È un libro che dedichi personalmente a qualcuno?

Sì.

Una delle prime esperienze da attore in tv le hai avuto nella serie televisiva di Carlo Vanzina con Massimo Boldi “Un ciclone in famiglia”, che ricordi hai di quel periodo?

Carlo che ci ha lasciato da poco era uno dei registi più capaci e professionali che abbia mai incontrato. È stato un periodo moto divertente e girovago, abbiamo viaggiato in tutto il mondo e il cast era diventato una seconda famiglia.

Ultimamente hai lavorato con Emma Marrone in merito al suo ultimo cd, “Essere Qui,” com’è stata l’esperienza insieme a New York?

Quando si parla di Emma faccio molta fatica a parlare di lavoro: è uno dei rapporti più stretti e profondi della mia vita. Lei sa tutto di me  ed è sempre al mio fianco e io al suo. A New York poi ci siamo divertiti parecchio, vivevamo in un appartamento al 55 piano di un grattacielo davanti all’ Empyre State Building e passavano le notti svegli a guardare la città ripetendo in loop “ma come è possibile tanta bellezza?”.

Sei stato anche regista e videomaker dei suoi ultimo video, da “Mi parli piano” a “Effetto Domino”, per poi passare alla direzione creativa de “L’isola”. Una passione che hai sempre avuto? Cosa ti ha lasciato umanamente e lavorativamente?

La regia è forse la cosa che mi affascina di più in questo momento e quando vedo che una scena sta venendo come dico io mi prende un’euforia incontrollabile (cosa per la quale Emma ancora mi prende in giro) e comincio a gridare in modo scomposto e battere le mani come un bambino. O come un drogato. Fate voi.

Giri molto tra Roma e Milano, città in cui vivi. Dove hai trovato maggior terreno fertile per i tuoi progetti e perché?

A Milano si lavora. A Roma si ama. Vivo a Milano perché lavoro di più in questo periodo.

Sei stato ospite del Red Carpet dell’ultimo Festival del Cinema di Venezia. Cosa significa per te aver calcato quella passerella?

Ho la fortuna di essere invitato da tanti anni su quel carpet ma ogni volta è una grande emozione. Quest’anno a maggior ragione quando ho visto che fra il pubblico c’era gente con il mio libro. Ecco, l’autografo sulle pagine del proprio libro sul red carpet dell’apertura del festival del cinema di Venezia è stato un momento magico. Dava anche un senso maggiore alla mia presenza in quel posto.

Quali consigli ti sentiresti di dare a coloro che vorrebbero intraprendere questa strada?

Amate quello che fate. Qualsiasi cosa essa sia, e non pianificate nulla. Fate fare alla vita.

Che rapporto hai con i tuoi fan?

Quali fans? Quelli che vedi sono amici miei!

Quali sono i tuoi progetti per il futuro? C’è già qualcosa in cantiere che puoi anticiparci?

A settembre giro 3 fashion movie ma prima o poi vorrei girare un film tutto mio. Ci sto lavorando su.

 

Giulia Antenucci
Informazioni su Giulia Antenucci 196 Articoli
Laurea in Lettere Moderne | Dottoressa in Comunicazione d'impresa, marketing e nuovi media | Comunicazione | Musica | Televisione | Viaggi Costume

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