Libri&Dintorni: intervista a Diego Galdino, definito da molti il Nicholas Sparks italiano

Ho conosciuto Diego Galdino per caso, nel senso che facendo il mio solito giro in libreria ho acquistato “L’ultimo caffè della sera” edito da Sperling & Kupfer qualche mese fa, ma poi ho ordinato “Il primo caffè del mattino” edito da Mondadori e uscito nel 2013. Li ho letti in ordine di uscita e mi sono piaciuti moltissimo. Diego Galdino oltre che scrittore è anche imprenditore, ha un bar al centro di Roma, il Bar Lino che apre ogni mattina alle 05.00 e prepara caffè deliziosi. Quando ha pubblicato “Il primo caffè del mattino” è diventato un caso letterario, tanto che i diritti cinematografici sono stati venduti ad una casa di produzione. Ha una scrittura scorrevole, minuziosa romantica, in cui traspare la sua sensibilità e il suo amore per Roma. Ha pubblicato anche “Il viaggio delle fontanelle”, “Mi arrivi come da  un sogno”,”Vorrei che l’amore avesse i tuoi occhi”, “Ti vedo per la prima volta”. I suoi libri sono tradotti con successo in Spagna, Germania e Polonia.L’ho contattato e ho scoperto una gran bella persona, che vi presento volentieri con questa intervista.

Diego come nasce il tuo amore per la scrittura ?

Mi sono scoperto scrittore molto tardi, anche se da bambino scrivevo delle storie di fantascienza.Di sicuro se sono qui oggi a parlare della mia vita di scrittore è merito o colpa di  una ragazza adorabile che a sua volta adorava Rosamunde Pilcher, una scrittrice inglese che di storie d’amore se ne intendeva. Un giorno lei mi mise in mano un libro e mi disse: «Tieni, questo è il mio romanzo preferito, lo so, forse è un genere che piace più alle donne, ma sono certa che lo apprezzerai, conoscendo il tuo animo sensibile». Il titolo del romanzo era “Ritorno a casa” e la ragazza aveva pienamente ragione: quel libro mi conquistò a tal punto che nelle settimane a seguire lessi l’opera omnia dell’autrice. Il mio preferito era “I cercatori di conchiglie”. Scoprii che il sogno più grande di questa ragazza di cui ero perdutamente innamorato era quello di vedere di persona i posti meravigliosi in cui la Pilcher ambientava le sue storie, ma questo non era possibile perché un grave problema fisico le impediva gli spostamenti lunghi. Così, senza pensarci due volte, le proposi: «Andrò io per te, e i miei occhi saranno i tuoi. Farò un sacco di foto e poi te le farò vedere». Qualche giorno più tardi partii alla volta di Londra, con la benedizione della famiglia e la promessa di una camicia di forza al mio ritorno. Fu il viaggio più folle della mia vita e ancora oggi, quando ci ripenso, stento a credere di averlo fatto davvero. Due ore di aereo, sei ore di treno attraverso la Cornovaglia, un’ora di corriera per raggiungere Penzance, una delle ultime cittadine d’Inghilterra, e le mitiche scogliere di Land’s End. Decine di foto al mare, al cielo, alle verdi scogliere, al muschio sulle rocce, al vento, al tramonto, per poi all’alba del giorno dopo riprendere il treno e fare il viaggio a ritroso.Un giorno soltanto, ma uno di quei giorni che ti cambiano la vita. Tornato a Roma, lasciai come promesso i miei occhi, i miei ricordi, le mie emozioni a quella ragazza e forse le avrei lasciato anche il mio cuore, se lei non si fosse trasferita con la famiglia in un’altra città a causa dei suoi problemi di salute. Non c’incontrammo mai più, ma era lei che mi aveva ispirato quel viaggio e in fin dei conti tutto ciò che letterariamente mi è successo in seguito si può ricondurre alla scintilla che lei aveva acceso in me, la voglia di scrivere una storia d’amore che a differenza della nostra finisse bene.

L’ultimo caffè della sera è uscito quest’anno e sta avendo molto successo, cosa ti ha spinto a scriverlo ?

In realtà non era previsto che io scrivessi il seguito de “Il primo caffè del mattino”, non sono un amante dei seguiti, preferisco da sempre cimentarmi in storie autoconclusive. Ma negli ultimi anni mi sono capitate un sacco di cose non belle, che hanno stravolto la mia vita e il Bar di famiglia che poi è la stessa cosa. Così ho deciso di scrivere”L’ultimo caffè della sera”, come dico sempre: ‘per rendere leggendario l’ordinario’, perché di Bar dove bere il caffè ce ne sono tantissimi e in tutto il mondo, ma come quello dove sono nato e ancora oggi continuo a fare i caffè credo ce ne siano pochissimi. Anch’io come Massimo il protagonista de Il primo caffè del mattino ho perso un grande amico, un secondo padre. È stata una perdita, come accade nel mio nuovo romanzo, improvvisa, destabilizzante, per me e per il bar. Qualche mese dopo anche mio padre, quello vero, si è ammalato gravemente. Così sono rimasto da solo, sia fuori, che dietro il bancone del bar. A quel punto, sono dovute cambiare tante cose, ho dovuto reinventarmi e per non mandare perduti i ricordi e le persone, ho deciso di scrivere questo libro mettendoci dentro tutto, le battute e gli aneddoti che per me erano familiari, erano casa, aggiungendoci ciò che mi rende lo scrittore che sono…L’amore.

Tu hai appunto un bar in centro a Roma, un’attività di famiglia, lo stesso lavoro che fa Massimo nei tuoi romanzi, i personaggi sono veri o sono nati dalla tua fantasia ?

In effetti come direbbe lo Hugh Grant di Notting Hill tutto è un po’ surreale, ma bello. La mia è un po’ una doppia vita,la cosa più bella è quando vengono al Bar lettori dei paesi in cui sono stati pubblicati i miei romanzi, per farsi fare una dedica o scattarsi una foto dietro al bancone insieme a me. Vedere le loro facce incredule quando entrano nel Bar e mi trovano dietro al bancone a fare i caffè come il protagonista dei miei romanzi è qualcosa di bello a cui non mi abituerò mai. Lì si rendono conto che è tutto vero, che non mi sono inventato niente, che sono entrati a far parte delle mie storie come i personaggi dei libri che hanno letto. Poi quando gli presento Antonio l’idraulico, Pino il parrucchiere, Luigi il falegname e il tabaccaio cineromano Ale Oh Oh la loro realtà supera la mia fantasia.

Parliamo di Roma che è una delle protagoniste indiscusse dei tuoi bellissimi libri, la descrivi davvero con amore, con minuziosità, quanto è importante per te ?

Vivere Roma da turista è diverso dal viverla di chi ci vive ogni giorno da tutta la vita. Io cerco di regalare ai miei lettori la civis romana, la possibilità di sentirsi romano per il tempo di una storia e di continuare ad esserlo nel cuore anche dopo aver chiuso il libro.Io cerco di far diventare la mia scrittura una mano che ti prende e ti porta a passeggiare sull’Aventino, uno dei sette colli della città eterna. Passando dalla bocca della verità,al Circo Massimo,riposandosi qualche minuto nel roseto comunale,per poi proseguire attraverso le abbazie medievali più belle ed importanti di Roma,per arrivare infine in uno dei giardini più belli del mondo: Il giardino degli aranci.”L’ultimo caffè della sera “come” Il primo caffè del mattino” parla di questo…E del caffè e dell’amore che il protagonista del libro credeva di aver perso e che invece è ritornato, forse per non lasciarlo mai più e del mio amore per Roma che non ha bisogno di ritornare perché non andrà da nessuna parte, resterà per sempre fisso nel mio cuore .

Leggi anche Libri&Dintorni : quattro new entry in classifica e spazio al Premio Campiello 2018

I tuoi romanzi sono tradotti in molte lingue, un successo davvero importante, che effetto ti fa sapere che in tanti paesi leggono le tue storie?

Ancora oggi stento a credere di essere diventato uno scrittore di fama internazionale, me ne rendo conto quando mi capita di andare a parlare dei miei libri all’estero. Ho avuto la fortuna di poter presentare i miei romanzi alla Fiera di Francoforte, di Madrid, nel programma televisivo più importante della Polonia e di rappresentare l’Italia al Festival di Letteratura Europea in Germania. Soddisfazioni che ti restano dentro e alimentano la tua passione per la scrittura nelle difficoltà di un mondo editoriale italiano che a volte fatichi a comprendere pienamente.

Hai girato molto la nostra penisola con le presentazioni, c’è un posto che ti è rimasto particolarmente impresso?

In ogni posto in cui sono stato ho benedetto la scrittura per essere entrata nella mia vita, perché grazie a lei ho avuto e ho la possibilità di conoscere posti e persone meravigliose, che da librai, lettori, al momento dei saluti diventano degli amici di vecchia data a cui voler bene per sempre. Di sicuro al momento il posto che più mi è rimasto impresso è la cittadina di Bisceglie dove nell’ambito della manifestazione letteraria pugliese Libri nel borgo antico mi è capitata una delle cose più belle della mia vita letteraria…Una proposta di matrimonio fatta da un ragazzo ad una mia lettrice durante la mia presentazione, per capire meglio vi invito ad andare su Google e digitare… “Proposta di matrimonio Diego Galdino”

Tra poco ci sarà Firenze Libro Aperto, un fiore all’occhiello del capoluogo toscano e so che parteciperai anche tu vero ?

Sì avrò l’onore di presentare il mio ultimo romanzo nell’ambito di questo festival letterario che si svolge in una delle città più belle del mondo. Una presentazione che ho fortemente voluto perché anche nella città fiorentina ho tanti amici lettori a cui sono molto affezionato e che non vedo l’ora di riabbracciare. Sarà una presentazione con effetti speciali perché al mio fianco come relatrice avrò la meravigliosa Chiara Parenti, una delle più brave scrittrici italiane che mi vanto di avere come amica, sarò a Firenze alla Fortezza da Basso sabato 29 Settembre la mattina alle 12.00 e il pomeriggio alle 16.00.

Di tutti i tuoi libri c’è quello al quale sei più affezionato ?

Forse il mio secondo romanzo “Mi arrivi come da un sogno”, per il quale sono stato scelto sia dal mio agente letterario Vicki Satlow, uno dei più importanti al mondo e dalla casa editrice Sperling & Kupfer del Gruppo Mondadori. Ho sempre pensato che sia il romanzo d’amore che maggiormente mi rappresenti come scrittore del genere romantico.

Sei stato definito il Nicholas Sparks italiano, un complimento grandissimo, quanto ne sei orgoglioso ? Ti ci ritrovi ?

Essere considerato il Nicholas Sparks italiano è una bella responsabilità, stiamo parlando del più importante scrittore di romanzi d’amore al mondo e al momento i numeri e i film tratti dai suoi libri attestano che lui è di un altro pianeta, un maestro per chi come me si cimenta nel genere romantico. Di sicuro entrambi scriviamo storie che cercano di emozionare i lettori, facendo leva sul sentimento più bello ed importante. La prima volta che ci siamo incontrati durante un suo firma copie a Milano io avevo appena firmato il contratto con la Sperling & Kupfer, la stessa casa editrice che pubblicava i suoi romanzi in Italia e lui quel giorno mi pronosticò un luminoso futuro letterario. Sono contento di non averlo smentito.

Ultima domanda Diego, vorremmo sapere se c’è all’orizzonte un nuovo romanzo ..

Una nuova storia è già nelle mani capaci del mio agente letterario, ma sinceramente il mio progetto futuro più importante è il mio ultimo romanzo “L’ultimo caffè della sera”, un romanzo a cui tengo tantissimo per tutti i motivi che ho già detto. Vorrei davvero che fosse letto da più persone possibili. Non per scalare le classifiche o fare numeri da capogiro, ma per far capire alle persone che i romanzi d’amore fanno bene al cuore e all’anima, perché l’amore è l’unico colore che sta bene su tutti… e cui tutti abbiamo bisogno d’indossare per sentirci davvero appagati e felici.

Grazie Diego Galdino per l’intervista a Trend&Moda, ti auguriamo il meglio !

 

Roberta Maiolini

Leggi anche Libri&Dintorni:in classifica cambia pochissimo,cresce l’attesa per Firenze Libro Aperto

 

 

 

 

Roberta Maiolini
Informazioni su Roberta Maiolini 320 Articoli
Musica | Televisione | Società
Radio | Cultura

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*