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Dai campi di grano alle spiagge. La seconda vita del cappello di paglia

E’ stato il protagonista della commedia di Nino Rota nel secondo dopoguerra “Il cappello di paglia di Firenze”, ma anche il simbolo dei braccianti agricoli che per proteggersi da sole si coprivano mentre tagliavano il grano. A distanza di anni poi c’è stato il riscatto e dai campi coltivati è passato sulle passerelle di tutto il mondo e poi nelle spiagge e nei locali più cool del momento. Stiamo parlando di uno dei protagonisti indiscussi delle ultime estate italiane e non: il cappello di paglia. Rivisitato da celebri stilisti, come Gucci o Dolce e Gabbana, e proposto in diverse chiavi dalle catene come H&M o Zara, il cappello di paglia è un must per giovani e adulti. Si può vedere il giorno sulle spiagge indossato dagli adulti che lo preferiscono magari bianco con la celebre fascia nera, o al tramonto a coprire le teste dei più giovani in versione colorata o con restyling di diverso tipo. Anche per la sera in molti amano fasciarsi la testa con dei colori flou o magari con un tradizionale beige. Ma cosa dobbiamo aspettarci per l’inverno? La paglia certamente non potrà essere utilizzata ma i colori flou rimarranno. Il modello alla Borsalino, che già nella scorsa stagione ha trionfato, tornerà in scena anche per la prossima stagione autunno inverno 2012-2013, gli amanti del cappello che fa tanto radical – chic possono dormire sonni tranquilli.

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