Dopo 40 anni facciamo festa per omaggiare il live con Fabrizio De Andrè: la PFM si racconta a Trend&Moda

Quando due eccellenze della musica si incontrano non può che vernirne fuori un lavoro perfetto ed è quello che è accaduto 40 anni fa alla Premiata Forneria Marconi e a Fabrizio De Andrè che misero sù un live sensazionale. Oggi la PFM, a 20 anni dalla morte di Faber, ha deciso di omaggiare quell’incontro e quel sodalizio artistico con una tournèe ad hoc.

Il bassista della band, Patrick Djivas, ha rivelato a Trend&Moda come è nata quell’esperienza e qualche aneddoto in più sulla figura del più grande cantautore che l’Italia abbia mai avuto.

Quando la PFM incontra per la prima volta Fabrizio De Andrè?
Molto tempo fa quando Fabrizio registrò la “Buona Novella” e la PFM suonava in quell’occasione come sassion man. Lui rimase molto soddisfatto ma non si instaurò subito un grande rapporto. All’epoca era una persona molto più chiusa di quello che è stata poi nel corso della sua vita.

E quando vi siete ritrovati?
E’ successo a distanza di molti anni. Quando suonammo vicino Nuoro ci venne a vedere. Fabrizio in quel periodo, aveva mollato di colpo la musica e si era trasferito in Sardegna, aveva preso una fattoria ed era diventato un contadino straordinario, perchè lui era così, quando si metteva in testa di fare una cosa la faceva fino in fondo. Continuava a scrivere, questo sì, ma non si sentiva a suo agio a fare l’artista e non gli piaceva farsi vedere, per questo si era ritirato in parte dalle scene. In quella serata, si fece accompagnare da un suo amico contadino – perchè Fabrizio non guidava e non aveva la patente – venne a trovarci dietro le quinte e ci invitò per il giorno successivo a trascorrere il pranzo nella sua fattoria. Quella nuova esperienza nella natura lo aveva fatto rifiorire ed era allegro. Al tempo, il suo grande successo era la Canzone di Marinella cantata da Mina, ma non era popolare nel vero senso della parola. Durante quel pranzo, ci divertimmo e scherzammo tutti insieme. Ad un certo punto disse che se c’era una cosa che lo avrebbe fatto tornare a suonare sarebbe stato avere alle spalle un gruppo come il nostro. Fu una proposta che buttò lì, appunto con fare scherzoso, senza darci effettivamente tanto peso.

Quando l’idea iniziò a prendere forma?
Quando tornammo a Milano Franz riflettè sulla proposta di Fabrizio e pensò che sarebbe stato bello collaborare e suonare insieme ad un cantautore. A quel punto tutto il gruppo diede subito il proprio assenso. Poi passò parecchio tempo prima di concretizzare. Se ne parlò con Fabrizio che ne rimase interessato e il progetto iniziò a prendere una certa ufficialità. Lì incominciarono i guai perchè non c’era una persona che fosse a favore di questo sodalizio, nemmeno una. Erano tutti contrari, dai giornalisti ai discografici fino agli amici.

E come avete risolto questa situazione?
Semplicemente restammo convinti della nostra idea e pensammo che sarebbe stato un prodotto artisticamente buono. Fabrizio era anche un pò anarchico, più gli si diceva di non fare una cosa e più gli veniva voglia di farla. Iniziammo quindi a lavorare sul progetto da un punto di vista musicale, ma allo stesso tempo il nostro manager aveva già iniziato a lavorare sulla tourneè, perchè ci si impiega sempre tanto tempo per metterla in piedi e non si poteva aspettare l’ultimo momento.

Artisticamente parlando, ci sono stati dei problemi?
No perchè decidemmo di lavorare in maniera diversa proprio perchè c’era poco tempo. Invece di agire come la PFM era abituata e quindi lavorare insieme, abbiamo lavorato individualmente. Ognuno di noi ha preso 4/5 brani e li ha arrangiati individualmente. Poi ci siamo riuniti e il lavoro di ciascuno veniva inglobato e trasformato in “arrangiamento PFM” a tutti gli effetti. Questo metodo ha anche permesso all’album di essere molto vario.

E Fabrizio come approcciò a questa modalità di lavoro?
Fabrizio non capì mai realmente cosa stavamo facendo. Aveva una situazione di ascolto particolare, sia mentre facevamo le prove sia durante il concerto. Si relazionava con due monitor, tramite i quali sentiva la sua chitarra al 90%, la sua voce al 95 e alla fine per quello 0,5 % sentiva noi della PFM. Lui si fidava, c’era davvero un rapporto di fiducia reciproca molto forte. Tantè che alla fine del tour ci ritrovammo in sala di registazione per confezionare il disco, in un momento tirammo sù a caso i cursori del banco, lui, durante la Canzone di Marinella, se non sbaglio, sbiancò perchè non si era accorto minimamente di cosa fosse successo sul palco. Ad un certo punto si alzò, e chiunque conosceva Fabrizio sa quanto fosse pignolo in sala di registrazione, e disse “Io me ne vado, chiamatemi quando è finito, mi voglio godere la sorpresa”. Terminammo i mixaggi e quando lo ascoltò rimase contentissimo e disse che era un capolavoro, ed in effetti lo era. Era tutto giusto, tutto perfetto. Non c’era una cosa fuori posto in quel disco, soprattutto il primo. Un vero sodalizio tra musica e poesia, anche la stessa chitarra di Faber, che molti avevano bistrattato, noi l’abbiamo messa in risalto. E questa è la forza dell’album e lo sarà sempre.

E dopo 40 anni siete tornati ad omaggiare questo capolavoro artistico..
Esatto, a distanza di 40 anni dal disco e dopo 20 anni dalla morte di Fabrizio abbiamo deciso di fare 15 date che poi si sono trasformate in 46 perchè c’è stata una grande richiesta e ci siamo anche dovuti fermare, sicuramente ne faremo qualcun’altra prima della fine dell’anno. Si tratta di una festa, di una celebrazione, un’anniversario di quelli dove tutti si divertono. Tutti i concerti sono sold out e questo vuol dire che c’è volontà dalla parte della gente di conoscere Fabrizio, ma parlo di giovani e di chi si è avvicinato da poco alla musica

Spesso vi chiedono se questo incontro è stato più utile a voi o a Fabrizio…
Rispondo sempre che non è stato utile a nessuno di noi, ma è stato utile agli italiani. Fabrizio ha dato ad ognuno di noi un modo diverso di vedere le cose e la vita, lui era come un filosofo che però aveva a disposizione le canzoni. In ogni brano ritrovi delle cose di te stesso, della tua vita di tutti i giorni, ma con chiavi di lettura diverse e un enorme arricchimento. Lui traduceva questo modo che aveva in rime e in canzoni e noi abbiamo aiutato le sue canzoni a diventare popolari.

C’è una canzone di Fabrizio che amate particolarmente suonare sul palco?
Ci sono molti brani che sorprendono tantissimo, come ad esempio “Un Giudice”, che ha una ritmica estremamente potente mista anche al blues, che ci viene molto bene. Questo avviene anche con altre canzoni, ma questa qui ha una tale personalità che mi piace molto suonarla.

Cosa vi ha lasciato De Andrè da questa esperienza insieme?
Immagina quello che ha lasciato al pubblico e pensa a quello che ha potuto lasciare a noi, con cui ha condiviso questa esperienza e con cui abbiamo anche vissuto per un certo periodo. Probabilmente questo sodalizio gli ha cambiato la vita, perchè forse non sarebbe più tornato a fare musica. Per noi è stata un arricchimento consistito nell’ aver conosciuto un uomo a fondo. Abbiamo avuto la fortuna di essere amici ad una persona di una elevata qualità e cultura. Vedeva le cose come nessuno e ha mantenuto il suo spirito critico e scherzoso anche quando era malato.

C’è secondo lei, musicalmente parlando, un erede della PFM?

Ci sono dei gruppi che hanno un approccio musicale e tecnico simile al nostro, ma quello che è molto difficile avere è la visione della musica che ha la PFM. Ma non si tratta di bravura ma del fatto che siamo nati un periodo storico in cui era necessario avere una visione della musica a 360 gradi altrimenti non ce la facevi. Questo metodo l’abbiamo sempre messo in pratica nel corso degli anni e ha fatto al differenza. In tutti i nostri dischi, uno diverso dall’altro, ogni musicista ci ha messo dentro il proprio bagaglio artistico e professionale, aprendosi ad ogni genere e comprendendolo. Ad oggi è difficile avere questo bagaglio, perchè i musicisti hanno un pò la strada spianata. Quindi diventi bravissimo in pochissimo tempo, in troppo poco tempo ma non si riesce poi ad interiorizzarne i contenuti. Quindi sotto questo aspetto è molto difficile che ci sia un qualcuno simile alla PFM.

“PFM canta De André Anniversary”

Le date del tour

9 Marzo SALSOMAGGIORE TERME (Teatro Nuovo) – data zero SOLD OUT
12 Marzo BOLOGNA (Teatro EuropAuditorium) SOLD OUT
14 Marzo ANCONA (Teatro delle Muse) SOLD OUT
15 Marzo UDINE (Teatro Nuovo Giovanni da Udine) SOLD OUT
16 Marzo SCHIO (Teatro Astra) SOLD OUT
19 Marzo VENEZIA (Teatro Goldoni) SOLD OUT
21 Marzo MARTINA FRANCA (Teatro Nuovo) SOLD OUT
23 Marzo LEGNANO (Teatro Galleria) SOLD OUT
24 Marzo CREMONA (Teatro Ponchielli) SOLD OUT
26 Marzo GENOVA (Teatro Carlo Felice) SOLD OUT
28 Marzo FIRENZE (Teatro Tuscanyhall) SOLD OUT
29 Marzo AVEZZANO (Teatro dei Marsi) SOLD OUT
30 Marzo AVEZZANO (Teatro dei Marsi) SOLD OUT
2 Aprile BRINDISI (Nuovo Teatro Verdi) SOLD OUT
3 Aprile CORATO (Teatro Comunale) SOLD OUT
4 Aprile PESCARA (Teatro Massimo) SOLD OUT
6 aprile SASSARI (Teatro Comunale)
8 aprile ASSISI (Teatro Lyrick) SOLD OUT
9 Aprile ROMA (Teatro Brancaccio) SOLD OUT
10 Aprile TORINO (Teatro Colosseo) SOLD OUT
12 Aprile SAN BENEDETTO DEL TRONTO (Pala Riviera) SOLD OUT
13 Aprile BRESCIA (Teatro Dis-play Brixia Forum) IN ESAURIMENTO
15 Aprile TRENTO (Teatro Santa Chiara) IN ESAURIMENTO
16 Aprile TRENTO (Teatro Santa Chiara) SOLD OUT
18 Aprile SCHIO (Teatro Astra) IN ESAURIMENTO
25 Aprile CESENA (Nuovo Teatro Carisport) IN ESAURIMENTO
2 Maggio CATANIA (Teatro Metropolitan) IN ESAURIMENTO
5 e 6 Maggio MILANO (Teatro Dal Verme) SOLD OUT
7 Maggio TORINO (Teatro Colosseo) SOLD OUT
9 Maggio NAPOLI (Teatro Augusteo)
11 Maggio ROMA (Teatro Brancaccio) SOLD OUT
13 Maggio TRIESTE (Teatro Politeama Rossetti) IN ESAURIMENTO
14 Maggio FIRENZE (Teatro Tuscanyhall) SOLD OUT
16 Maggio TORINO (Teatro Colosseo) SOLD OUT
17 Maggio MILANO (Teatro Dal Verme) SOLD OUT
19 Maggio MILANO (Teatro Dal Verme) SOLD OUT

20 Maggio MILANO (Teatro Dal Verme)
21 Maggio VARESE (Openjob Metis teatro di Varese)
22 Maggio APRILIA (Teatro Europa)
24 Maggio SANREMO (Teatro Ariston)
26 Maggio ROMA (Parco della Musica Sala Santa Cecilia)
27 Maggio BOLOGNA (Teatro EuropAuditorium)
28 Maggio SENIGALLIA (Teatro La Fenice) SOLD OUT
30 Maggio MILANO (Teatro Dal Verme)


Antonella Valente
Informazioni su Antonella Valente 169 Articoli
GiornalistaT&M Giornalista Pubblicista | Dottoressa in Giurisprudenza Teatro | Cinema | Cultura

1 Commento

  1. Complimenti ad Antonella Valente per la bellissima intervista a Patrick Djivas.

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