Poesia e Civiltà è il nuovo album di Giovanni Truppi: la nostra intervista

Poesia e Civiltà è il nuovo disco di Giovanni Truppi

Cantautore ispirato, Giovanni Truppi è un polistrumentista e cantante che per stile e liriche rievoca i grandi del cantautorato italiano degli anni ’70. La sua forma canzone è profonda, provocatoria, complessa, imprevedibile e mai banale così come ci dimostra “L’unica oltre l’amore”, brano che ha anticipato il nuovo disco “Poesia e Civiltà, primo lavoro in uscita per Virgin Records lo scorso 22 marzo.

Come mai questo nuovo album si chiama “Poesia e Civiltà”?
Innanzittutto il fatto che si chiami così non vuol dire che dentro il disco ci siano la poesia e la civiltà, ma più che altro sono due parole che mi sembravano sintetizzassero bene quello a cui io tendevo. Non mi sono venute in mente subito, ma dopo la lavorazione del disco. Sono emerse in maniera spontanea ed istintiva. Poi sono stato parecchio tempo a pensare se utilizzarle o meno, perchè mi spaventavano anche e non sapevo che effetto potessero fare sulle persone e poi, data la forte convinzione, mi sono deciso a prenderle in considerazione.


Vieni considerato l’erede del cantautorato italiano degli anni 70, è così?
Mi sento un erede come tutti noi, nel senso che almeno come tanti mi sono formato come persona su quelle canzoni e poi in seguito quando ho scelto di fare questo lavoro mi è venuto naturale fare riferimento a quel mondo lì. Ovviamente come tutti credo poi di aver preso la mia strada, ma sicuramente quelle canzoni sono un riferimento importante.

C’è un cantautore cui sei liberamente ed evidentemente ispirato?
Sicuramente De André, Paolo Conte e Battiato sono quelli che ho ascoltato di più.

Classe 1981, Truppi lo scorso anno è stato candidato ai Nastri D’Argento per la migliore canzone originale per “Amori che non sanno stare al mondo”, brano composto per l’omonimo film di Francesca Comencini.

Questo è il tuo quinto album- il quarto di inediti (C’è Un Me Dentro Me (2010); Il Mondo è Come te lo Metti in Testa (2013) e Giovanni Truppi (2015) – cosa noti di diverso tra gli esordi e adesso?
Artisticamente è cambiato il fatto che ho cercato di fare una selezione abbastanza forte delle cose di cui volevo parlare. Fino ai dischi precedenti mi è interessato mischiare le cose alte con quelle basse, ho scritto una canzone sulla salatura della pasta, altre canzoni in cui cercavo di parlare anche di Dio e mi piaceva che le due cose stessero insieme. Per questo disco ho provato a concentrami solo su alcune cose e ho messo da parte un aspetto più ludico e provocatorio che prima avevano le canzoni che scrivevo. Credo che questo sia un cambiamento molto importante.

Come e quando nasce la passione per la musica?
Ho iniziato da bambino a suonare il pianoforte, suonavo anche l’organo in chiesa. Ho avuto poi delle band da ragazzo in cui suonavano cover e poi ho iniziato a scrivere pezzi miei. Una trafila abbastanzaa canonica almeno per l’epoca.

Sogni nel cassetto?
Sicuramente continuare a fare questo lavoro per sempre

Ai ragazzi che si avvicinano alla musica in questo periodo storico cosa consigli?
In bocca al lupo! Non mi sento nella posizione di dare dei consigli, credo che i percorsi artistici di ognuno siano molto diversi tra loro.

Questo il calendario completo del tour:

04 Aprile – Terni @ Sala dell’Orologio DATA ZERO05 Aprile – Caserta @ Smav Factory06 Aprile – Bari @ Garage Sound11 Aprile – Roma @ Monk12 Aprile – Pisa @ Lumiere13 Aprile – Bologna @ Locomotiv17 Aprile – Milano @ Santeria Social Club20 Aprile – Prato @ Capanno Blackout9 Maggio – Torino @ Hiroshima Mon Amour

Foto di Sebastiano Tomada

Antonella Valente
Informazioni su Antonella Valente 169 Articoli
GiornalistaT&M Giornalista Pubblicista | Dottoressa in Giurisprudenza Teatro | Cinema | Cultura

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