Quando Sanremo fa rima con noia, tra delusioni, flop e duetti raccapriccianti

Parliamoci chiaro: nessuno vuole fare il bastian contrario, ma questo sessantanovesimo Festival della Canzone Italiana è una grandissima delusione. Lo scorso anno Baglioni, al netto della sua sovraesposizione, riuscì a tirare un’edizione di livello, quest’anno è una piccola Waterloo, sensazione confermata anche dagli ascolti in calo rispetto al 2018.

Una cosa è rimasta uguale però, la sensazione che stiamo assistendo al Biopic di Claudio Baglioni, duetti ovunque, a colazione, pranzo cena e spuntino notturno. Quindi abbiamo trovato un modo divertente per riempire i tempi morti di questa edizione (in pratica tre quarti della serata). Abbiamo scovato per voi alcuni dati e simpatiche curiosità su Sanremo.

La principale non poteva che riguardare gli albori della rassegna canora, infatti dovete sapere che Sanremo non è sempre stato Sanremo, la prima edizione, datata 1948, venne svolta in Versilia nello storico locale della Capannina.

Il nome era: “Festival canoro nazionale”. Gli artisti con più presenze sono stati Al Bano, Toto Cutugno, Peppino di Capri e Milva, i presentatori che hanno condotto il maggior numero di edizioni sono ovviamente Pippo Baudo a quota 13 e Mike Bongiorno che ne ha presieduti 12, entrambi a parimerito per le conduzioni consecutive, ovvero 5. I plurivincitori del Festival di Sanremo vedono invece in testa Domenico Modugno che vinse le edizioni del 1958, 1959, 1962, 1966. Affiancato da Claudio Villa, 1955, 1957, 1962, 1967. Insomma due mostri sacri, seguiti da Iva Zanicchi con tre edizioni quelle del 1967, 1969, 1974. Seguono con due edizioni a testa i Matia Bazar, Gigliola Cinquetti, Nicola di Bari, Peppino di Capri, Johnny Dorelli, Anna Oxa, Nilla Pizzi, Enrico Ruggeri, Bobby Solo.

Ma non possiamo non citare colui che è diventato un’icona di questa rassegna, ovvero Toto Cotugno, ribattezzato l’eterno secondo, posizione che ha occupato per ben 6 volte nel 1984, 1987, 1988, 1989, 1990 e 2005 insieme con Annalisa Minetti. Almeno ha scongiurato il complesso del secondo posto con la vittoria del 1980 con “Solo Noi” per paradosso alla sua prima partecipazione da semisconosciuto. Purtroppo non possiamo dimenticarci che sul palco dell’Ariston sono saliti anche dei “diversamente cantanti”. L’apice del degrado fu raggiunto con Emanuele Filiberto di Savoia che nel 2010 intonò, insieme a Pupo e Luca Canonici, “Italia amore mio”, piazzandosi in maniera incredibile al secondo posto, come se lo scarabocchio di un nipotino fosse esposto al Louvre. Almeno la preselezione ci ha evitato personaggi come il Mago Otelma, Luca Sardella e Pippo Franco. L’ultima curiosità la lasciamo per questa edizione, dove abbiamo scovato la parola (con i suoi derivati) più utilizzata, cioè Luce, presente nelle canzoni di Nino D’Angelo, Patty Pravo e Briga, Simone Cristicchi in quella del super ospite Ligabue ed è legata anche all’altra ospite, Elisa che nel 2001 vinse con un brano intitolato per l’appunto “Luce”.

Insomma speriamo di avervi risvegliato dal torpore. La serata dei duetti è andata e Baglioni è già carico per la finalissima, perché si sà: fare un duetto con un duetto è troppo anche per lui.

Domenico Corsetti
Informazioni su Domenico Corsetti 38 Articoli
Collaboratore T&M Storia | Cinema | Ricorrenze

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