#F1Report: le pagelle del Gran Premio di Russia

epa07058882 First placed British Formula One driver Lewis Hamilton of Mercedes AMG GP (C) reacts on the podium after the 2018 Formula One Grand Prix of Russia at the Sochi Autodrom circuit, in Sochi, Russia, 30 September 2018. EPA/YURI KOCHETKOV

La Russia si conferma terreno ostile per la Rossa che prende paga da una Mercedes troppo superiore, capace di collezionare una doppietta forse decisiva per le sorti del Mondiale. La gara è un déjà vu a colori invertiti del Gran Premio d’Austria del 2002 con stavolta Bottas nei panni di Barrichello nel lasciar strada ad Hamilton. Impressionante rimonta di Verstappen che chiude 5° dopo la partenza in ultima fila causa sostituzione di componenti della power unit.

 

BOTTAS: 10. Soltanto un ordine di scuderia gli ha tolto quella che sarebbe stata una vittoria certa, una soddisfazione sacrosanta. In prova e in gara era semplicemente più veloce di tutti e, per carità, ci sta di dover ingoiare un boccone amaro in uno sport di squadra ma subire a iosa così tanto è ai limiti della tollerabilità. Gli hanno imposto anche la curva alla quale far passare Lewis. Decenza cercasi.

 

VERSTAPPEN: 9. Partiva in coda al gruppo ed ha chiuso alla quinta piazza su un tracciato dove il sorpasso per una macchina non velocissima come quella dei bibitari non è esattamente una passeggiata di salute. Ha abbassato il volume, ridotto i peccati di gioventù e sta venendo fuori il futuro campione del Mondo che tutti pensiamo possa diventare. Pilota speciale.

 

LECLERC: 8. Un altro futuribile iridato si sta affacciando con prepotenza nel Circus; più passano le settimane più c’è da dar credito alla scelta della dirigenza di Maranello nell’aver voluto accelerare i tempi al fine di trovargli un sedile accanto a quello di Seb. Alla sua prima assoluta a Sochi chiude dietro i tre top team, dimostrando incredibili capacità di adattamento e innata sensibilità.

 

HAMILTON: 7. Weekend solido per Lewis, quasi sotto controllo nel timore di non capitalizzare. In partenza, anche tramite la scia (in)volontaria di Bottas, riesce a rintuzzare l’attacco di Vettel dal quale subisce un sorpasso tramite undercut che però è bravo a neutralizzare con una strepitosa manovra “alla Ricciardo”, unico vero acuto di un weekend da ragioniere. Vince per la 70^ volta in Formula 1 ma è una vittoria che non sente sua e l’imbarazzo nel dopo gara è evidente e genuino. Il titolo, però, è ormai ad un passo.

 

VETTEL: 6. Fa il suo, anche qualcosa di più. In prova non ce n’era, in gara quasi ma è riuscito per un istante a mettere in crisi le granitiche certezze della stella a tre punte con un out lap dopo la sosta degno di un fuoriclasse, vanificato poi dalla stupenda manovra di Hamilton che lo lascia di sasso, come se non se lo aspettasse. Di lì è uno stillicidio perché, pur tentando di restare a ruota, proprio non ne aveva per attaccare.

 

RAIKKONEN: 6. Tiene brillantemente il passo dei primi tre per metà gara ma poi, complice un rientro ai box ritardato per tentare di sparigliare le carte favorendo la rimonta del compagno di squadra, perde il filo del discorso e si trascina al traguardo in maniera abbastanza anonima.

 

GASLY: 5. Dalla Russia volerà in Giappone soltanto con brutte sensazioni figlie di un weekend da archiviare il prima possibile.

 

SAINZ: 4. Male, anzi, malissimo. La Renault è piombata in una fase involutiva preoccupante ma finire dietro Stroll credo sia oltre il consentito. Ormai gareggia da separato in casa e non ci mette di certo più il piede pesante, figuriamoci l’anima.

 

Antonio Rico

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*