Ivan Gazidis nuovo CEO del Milan. L’identikit del top manager sudafricano che ha rivoluzionato le finanze dell’Arsenal

Con l’approdo di Ivan Gazidis in società, pronto a rivestire il ruolo di amministratore delegato (o CEO come dicono quelli bravi) del nuovo Milan targato Elliott, si chiude ufficialmente la transizione societaria dalla turbolenta e mai troppo chiara gestione cinese a quella del fondo di investimento a statuitense. Arriva a Milanello con un curriculum da fare invidia ad un cattedratico bocconiano e con in tasca un contratto da top player o, meglio, manager e si appresta a rivoluzionare la governance rossonera impostando un modello di gestione aziendale audace e molto market oriented.

Le sue credenziali sono tutte da vedere, per la verità molto più manageriali che sportive. Il sudafricano (solo di origini) è salito all’onore delle cronache per il fatto di essere il protagonista del miracolo finanziario dell’Arsenal che ha portato nel decennio di sua gestione da poco più di 250 a oltre 500 milioni di fatturato ma il suo percorso nello sport è molto più risalente e diversificato. Laureato in legge ad Oxford, collabora per vari anni con uno dei più grandi studi legali di New York e, proprio Oltreoceano, getta le fondamenta della sua parabola dirigenziale calcistica contribuendo a fondare la MLS e diventandone deputy commissioner, numero due assoluto di fatto, prima di ergersi a promoter della Gold Cup, massima competizione per nazionali del Centro-Nord America.

Nel 2009 c’è la svolta definitiva col rientro nell’alma mater britannica alla guida dell’Arsenal. Prende le redini della compagine londinese in un periodo molto delicato, quello successivo alla sbornia di successi targati Wenger e Henry ed traccia una rotta volta ad accelerare il volano economico del club. Storico è il sodalizio con la compagnia aerea Emirates per i naming rights dell’impianto e in qualità di main sponsor, accordo che vale 40 milioni annui per le casse dei Gunners che possono bearsi di un equivalente sodalizio anche con Puma. Nonostante la preoccupante penuria di successi sul campo, l’operato di Gazidis è così riuscito a tenere stabilmente l’Arsenal nella top 10 dei club europei.

Adesso è tempo di una nuova sfida che, per contorni di fatturato e risultati sportivi, rappresenta una sorta di déjà vu per il super manager nativo di Johannesburg che ha già ratificato la sua prima nomina milanista con l’inserimento nell’organigramma di Geoffrey Moncada, enfant prodige degli osservatori europei, tra gli artefici della miriade di talenti scovati negli ultimi anni dal Monaco.

 

Antonio Rico

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