#MotoGPReport: le pagelle del Gran Premio di Thailandia

Una première migliore di questa a Buriram era francamente difficile da pretendere. Magnifica la lotta al vertice che ha visto passare per primo al traguardo Marquez, autore di una manovra “alla Dovizioso” sullo stesso ducatista proprio all’ultima curva; completa il podio un redivivo Vinales seguito da Valentino Rossi. Discorso Mondiale tenuto in piedi ormai soltanto dalla matematica.

 

MARQUEZ: 10. Al tornantino finale abbiamo rivissuto un classico della saga italo-iberica, stavolta a parti invertite. Così Marc ha fatto il Dovi e Andrea il Marquez finendo per essere infilato con un perfetto incrocio di traiettoria. Il catalano si conferma perfetto stratega e impareggiabile artista delle due ruote. Il sorpasso all’ultimo giro in curva 5, con la moto completamente spanciata, è un manifesto di abilità e calcolo; sapeva di non potersi permettere di arrivare dietro all’ultima staccata, non lo ha fatto. Tanto di cappello.

 

DOVIZIOSO: 9. Gara eccellente per il vice campione del Mondo in carica che conferma il suo status di indiscutibile top rider. Il caldo e l’usura erano nemici da temere ma, al solito, è riuscito a tenerli a bada con una perfetta gestione di gara. Peccato per la ferita nell’orgoglio inferta dall’aver subito la “sua” manovra all’ultima curva ma non c’è da recriminare più di tanto: ha lottato alla pari con un fenomeno, cosa che fa da due anni ormai.

 

VINALES: 8. Nella pista dove si prefigurava l’ecatombe della casa di Iwata, Maverick e la M-1 hanno invece battuto un colpo. Solito inizio soporifero per il n°25 che, d’un tratto, inizia a macinare ritmo producendosi in una ricorsa che si arresta soltanto dietro il magnifico duo di testa. Un risultato inaspettato, viste le caratteristiche del tracciato, una domenica che fa morale e ci ricorda il suo gran manico.

 

BAUTISTA: 7,5. Pur con una moto stagionata, Alvaro il pane sa come portarlo a casa. Le condizioni erano difficili, dovendo gestire un’usura pneumatici davvero abnorme e questo legittima la sua performance. Ottavo al traguardo, un pilota normale decisamente eccezionale.

 

ROSSI: 7. Bella gara del Dottore, specie per i primi 2/3 dove riesce a battagliare per la testa del gruppo alla grandissima. Cala alla distanza ma chiude comunque ai piedi del podio, coriaceo come lui soltanto sa essere, anche se quel benedetto podio manca ormai da quasi tre mesi e una rondine non può decisamente fare primavera; c’è la speranza che in Yamaha possano quantomeno colmare sensibilmente un gap che appare troppo evidente se si vuole ambire al titolo mondiale.

 

ZARCO: 7. Non appena la M-1 torna ad essere vagamente competitiva, ecco che il francese fa subito capolino. Chiude nella top-5, una rarità in questa tribolatissima stagione.

 

PETRUCCI: 5. La sua moto è in tutto e per tutto identica a quella del Dovi, eppure chiude al nono posto, pur se con distacco contenuto. La prossima stagione avrà la responsabilità dei colori factory addosso e sarà necessaria velocità in ogni weekend, cosa che ancora gli manca.

 

IANNONE 4,5: L’azzardo della media all’anteriore si è dimostrato decisamente una follia più che altro. Le prende da Rins, in quanto a posizione finale e distacco, vanificando l’ottima gara di Aragon e ritornando nella mestizia di una stagione che non vuole saperne di addrizzarsi.

 

Antonio Rico

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