UFC: Finisce in rissa l’incontro tra Mcgregor e Khabib . Ecco cosa rischiano i 2 atleti

 

Nella notte tra sabato e domenica, alla T-Mobile Arena di Las Vegas, in Nevada, si è tenuto lo UFC 229, uno degli eventi più attesi di sempre della lega di arti marziali miste (MMA) più conosciuta al mondo. L’evento principale vedeva affrontarsi il campione in carica dei pesi leggeri, il russo daghestano Khabib Nurmagomedov, e l’irlandese Conor McGregor, il lottatore di MMA più famoso in attività, ex campione dei pesi leggeri prima che il titolo gli venisse revocato per inattività.

L’incontro è andato come in molti avevano previsto, con Nurmagomedov che fin dai primi minuti di combattimento ha messo in difficoltà un McGregor mai realmente pericoloso. Al quarto round, dopo circa venti minuti di combattimento, Nurmagomedov ha vinto per sottomissione, riuscendo a difendere il suo titolo e portando a ventisette il numero di vittorie consecutive in carriera (senza nemmeno una sconfitta).

La serata però non si è conclusa qui. Il lottatore russo, dopo aver detto qualcosa indicando McGregor ancora stordito a terra, ha scavalcato la recinzione del ring e si è accanito contro l’entourage dell’atleta irlandese che si trovava tra il pubblico. In pochi secondi è iniziata una rissa che ha coinvolto decine di persone tra cui il russo Tukhugov che ha colpito McGregor alle spalle. La polizia di Las Vegas è intervenuta immediatamente per dividere le persone coinvolte e il capo della UFC Dana White ha interrotto la serata saltando l’assegnazione della cintura a Nurmagomedov.

Nella conferenza stampa al termine dell’evento — a cui McGregor non si è presentato — Nurmagomedov si è scusato con le autorità del Nevada per l’accaduto, ma ha aggiunto che la sua reazione non è stata nulla in confronto agli attacchi subiti nei mesi precedenti da McGregor. I rapporti fra i due lottatori, infatti, si complicarono per dei fatti accaduti a New York. Ad inizio anno Nurmagomedov ebbe una discussione in un hotel di Manhattan con il lottatore russo Artem Lobov, membro del team di McGregor, per il contenuto di un’intervista data pochi giorni prima. La discussione fu accesa e Nurmagomedov afferrò Lobov da dietro il collo in modo non violento ma pur sempre minaccioso.McGregor venne a sapere della discussione e ad aprile, in un incontro con i giornalisti organizzato al Barclays Center di Brooklyn, aggredì Nurmagomedov e il suo staff, che si trovavano all’interno di un minibus in procinto di lasciare il luogo. McGregor prese un carrello trasportatore e lo scagliò contro uno dei finestrini del minibus, frantumandolo e ferendo in modo non grave due lottatori all’interno. Da quel momento Nurmagomedov e McGregor iniziarono ad attaccarsi ripetutamente e ad agosto i loro entourage raggiunsero l’accordo per un combattimento con in palio il titolo dei pesi leggeri della UFC.

Nurmagomedov e il suo staff potrebbero incorrere ora in sanzioni, sia da parte della UFC che da parte dello stato del Nevada. Tukhugov, il lottatore della squadra di Nurmagomedov che ha attaccato McGregor alle spalle è stato licenziato dalla UFC. Il titolo di Nurmagomedov non dovrebbe essere messo in discussione ma in futuro a Nurmagomedov e al suo staff potrebbe essere negato l’ingresso negli Stati Uniti. Anche McGregor rischia sanzioni, per aver attaccato il fratello di Nurmagomedov, Abubakar, al termine dell’incontro. Mentre Nurmagomedov ha parlato in conferenza stampa, l’unica dichiarazione di McGregor fin qui è stata la richiesta di una rivincita pubblicata domenica mattina su Twitter.

 

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