Berlusconi l’immortale: “Pretendo giustizia prima del voto”. Gli Usa vogliono lui

“Non faccio previsioni. Mi limito ad osservare che sarebbe davvero clamoroso se non mi venisse resa giustizia in tempo per le elezioni politiche. È in gioco la democrazia di un grande Paese fondatore dell’Europa. Mi auguro che i giudici di Strasburgo tengano conto anche di questo nello stabilire i tempi della sentenza”. Lo ha affermato l’ex premier e leader di Forza Italia Silvio Berlusconi in un’intervista a Il Messaggero. Berlusconi fa riferimento al 22 novembre, data in cui quando la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo deciderà sull’applicazione retroattiva della legge Severino, che ha decretato l’ineleggibilità dell’ex Cavaliere. Berlusconi ha sostenuto che per le prossime elezioni politiche il modello è la Sicilia, dove c’è stata la dimostrazione che “un buon candidato vince quando è sostenuto da una coalizione larga e plurale”.

L’ex premier ha assicurando che il centrodestra si presenterà alle urne con un programma condiviso. Su Europa ed euro, ha spiegato, “la Lega è consapevole del fatto che uscire dall’Europa o dal sistema Euro sarebbe disastroso”. Sulle prossime elezioni regionali, Berlusconi ha sottolineato che “Forza Italia in Lazio è la prima forza politica del centrodestra ed è quindi in grado di esprimere candidati autorevoli”. Sulla candidatura del sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi, ha aggiunto, “non posso dare un giudizio: non conosco lui e non conosco i suoi programmi”. Intanto  sembra sempre più chiaro chi vogliono gli Usa al governo in vista delle elezioni politiche del 2018. Infatti nessuno, o quasi, a Washington auspica un governo targato M5s.

Il candidato premier  Luigi Di Maio incontrando l’ex direttore per l’Europa nel Consiglio per la sicurezza nazionale, Charles Kupchan, al Dipartimento di Stato americano, ha dovuto constatare queste insinuazioni che sembrano sempre più reali considerazioni: “L’establishment della politica estera di Washington”, ha detto a La Stampa, “ritiene che l’Italia sarebbe meglio servita da un governo di centrodestra, o di centrosinistra, piuttosto che da un governo M5s”.  Ne sono convinti i democratici, ma anche i repubblicani che dopo la vittoria del centrodestra in Sicilia non hanno più dubbi.  L’ipotesi più gettonata è che il prossimo governo italiano sia guidato dal centrodestra, in accordo con il Pd. Non a caso la pensa così anche l’ex  ambasciatore a Roma, il repubblicano Mel Sembler.