Ciclismo, il Team Sky annuncia il ritiro dalle corse dalla fine del 2019

Doccia fredda o tremendo sollievo. Queste le possibili reazioni di tutti gli appassionati di ciclismo alla lettura della notizia stamattina. Dopo una decade di successi senza precedenti e all’esito di una rivoluzione tecnologica e di marketing, Sky annuncia l’addio al ciclismo alla fine del 2019 con il relativo team britannico che potrebbe comunque continuare ad esistere ma lo farà soltanto battendo la bandiera di un altro lauto finanziatore che nel frattempo dovesse palesare interesse (e grano…) a rilevare questo dream team su due ruote.

Con un tweet ed un comunicato allegato, come un fulmine a ciel sereno, cala il sipario su una squadra che già è leggenda: 322 vittorie, 6 Tour de France (il primo, storico, con Wiggins poi cinque con Froome e l’ultimo con Thomas), un Giro d’Italia e una Vuelta. Numeri di un dominio totale che non ha tuttavia nascosto il fianco a polemiche, prima legate al fattore tecnolgico (il misterioso e mai provato “motorino elettrico” inserito nella bici di Froome) e poi a quello “farmaceutico” (dal quale tuttavia il britannico di origini sudafricane è uscito pulitissimo). Nel mezzo una levata di scudi degli stessi competitor che vedevano nelle finanze del main sponsor del team un fattore di concorrenza sleale, vista l’enorme disparità di budget messo sul tavolo.

Fatto sta che la rivoluzione c’è stata, col Team Sky il ciclismo è diventato “cool” e “social”, questi super atleti hanno ritrovato, seppur sotto le luci glitterate del web, quell’aura di eroismo tipica dell’era pioneristica col mondo della bicicletta che è così riuscito ufficialmente ad entrare nell’era digitale. Toccherà rimettere a posto i cocci. Non sempre un passo indietro consente di farne due in avanti.

 

Antonio Rico