Formula 1, si chiudono le due settimane di test a Barcellona. Ferrari sugli scudi, Mercedes sorniona mentre Red Bull impressiona sul long run

Archiviate le due settimane di test a Barcellona, è già tempo di primi bilanci nel Circus. Pole position virtuale alla SF90 mentre le frecce d’argento della Mercedes sono apparse a sprazzi, forse per mera pretattica. Ottima impressione quella lasciata dalla Red Bull motorizzata Honda anche sul giro secco ma resta l’incognita affidabilità. Poi un autentico pacchetto di mischia per decretare la quarta forza ai blocchi di partenza di Melbourne con un equilibrio che non si era forse mai visto nell’era moderna della Formula 1.

Bilanciata, stabile in curva e frenata, capace di long run consistenti ed estremamente veloce nel giro secco. La SF90 è una vettura nata bene che informa alla perfezione il nuovo corso della Scuderia, infarcito di ambizione e coraggio progettuale (leggi l’articolo dedicato). Sia Vettel, decretato formalmente prima guida, che Leclerc, subito velocissimo, si sono trovati immediatamente a proprio agio con un telaio estremamente performante, un motore poderoso ed un’aerodinamica raffinata che pare già aver fatto scuola. Lo stesso Binotto si è detto soddisfatto del riscontro avuto in pista ma resta da sciogliere il nodo affidabilità dove, al netto dell’incidente di Vettel dovuto probabilmente ad una rottura meccanica del cerchione da impatto con un corpo estraneo, abbiamo registrato due stop per problemi elettrici. Più sornioni in Mercedes dove, in questa seconda settimana, si è vista una versione 2.0 della W10 che ha dimostrato enorme potenziale calzando coperture più dure mentre, giochi a nascondino a parte, non ha fatto stropicciare gli occhi in quanto a velocità pura; Hamilton ha ammesso di pensare come ci sia “mezzo secondo di gap rispetto alla Ferrari sul giro secco anche se la capacità di sviluppo dei anglo-teutonici ha dato ampia riprova di riuscire a pareggiare i conti in brevissimo tempo, ammesso ve ne sarà bisogno. Più staccata la Red Bull che, con in dote la cavalleria nipponica Honda, pare aver risolto l’annoso deficit di potenza con i due mostri sacri anche se resta da capire quanto i bibitari siano andati su di “manettino” per restare al passo, visto che le sole tre power unit concesse per far fronte a tutta la stagione in procinto di partire tra due settimane in Australia prima di incorrere in penalità impongono solenni scelte di parsimonia.

Già dal podio, ressa più totale per la quarta piazza. Un equilibrio incredibile che ha contraddistinto tutte le otto giornate di test e, Williams a parte che ancora non presenta di fatto la sua vettura dando l’ennesima conferma di uno stato comatoso ormai irreversibile, tutte le squadre se la giocheranno e lo faranno per davvero. Interessantissimo il comparto tecnico nonché il mix di esperienza e gioventù al volante in Alfa Romeo dove si è andati davvero alla ricerca di soluzioni estreme nel pacchetto aerodinamico; c’è poi la consistenza di Renault che con il coriaceo Hulkemberg e, soprattutto, l’istrionico talento di Ricciardo potrà contare su un feedback cruciale nello sviluppo, tallone d’Achille nelle scorse stagioni. Attenzione alla Toro Rosso, avamposto tecnologico di Red Bull e alla Haas, tremendamente veloce sul long run mentre Force India e McLaren sembrano un gradino sotto.