La mia musica come messaggio di verità e di speranza: a tu per tu con Giulia Molino e il suo Va tutto bene

Fragilità, emozioni, verità, amore, storie di vita trasformate in musica: è questa la prima cosa che ho pensato ascoltando cantare Giulia Molino nella scuola di Amici e, andando avanti, ne ho avuto sempre più la conferma. Un’artista con la A maiuscola che sa quello che vuole, che non ha filtri, che non ha paura di esporsi, che non ha timore nell’esternare le sue emozioni, sia belle che brutte. E penso che la consapevolezza di chi siamo, del mondo che abbiamo dentro e che riusciamo a trasmettere agli altri, soprattutto in un momento storico così delicato dove ci sono barriere invisibili che non ci permettono di abbracciarci e conoscersi, scoprirsi e godere appieno dell’arte, oggi vale ancora di più. Giulia Molino, napoletana doc, voce che arriva dritta al cuore, sorriso che contagia, è una delle cantanti più apprezzate dell’ultima edizione di Amici Di Maria De Filippi. Si è classificata terza alla finale del programma, ma per il pubblico ha vinto lei. Cantautrice poliedrica, nasce a Scafati da una famiglia napoletana, e sin da piccola mostra una grande passione per la musica. Una passione che l’ha portata sul palco di Amici e che le ha permesso di realizzare un suo sogno, pubblicare il suo album. Rapper oltre che interprete viscerale e dal forte carisma, Giulia entra nella scuola con un brano di Ghali, Happy Days, versione con le sue barre riscritte in napoletano.

Il suo album “Va tutto bene”, uscito in versione fisica il 24 aprile in 3 diverse versioni, nella versione digital download ha già raggiunto 4 milioni di stream. Con i suoi inediti raggiunge il primo posto nella classifica di iTunes e il singolo estratto dall’omonimo album risulta l’entrata italiana più alta in Viral 50 Italy di Spotify, Segno che ha saputo trasmettere un messaggio, coinvolgere con la sua musica, conquistare il cuore delle persone. L’album, con la direzione artistica di Carlo Avarello, contiene 7 tracce, tra cui 2 interamente scritte da lei. L’intima Nietzsche in cui, con un personalissimo flow condito da urban e hiphop, racconta la sua storia nella quale ha dovuto lottare durante l’adolescenza contro un mostro invisibile e letale: l’anoressia. L’ha raccontata, l’ha condivisa, in un momento storico in cui forse sono troppo pochi quelli che ne parlano. Ama la sua Napoli, ama la musica che l’ha salvata, la sua ancora di salvezza. Ieri, prima di questa piacevole intervista, ha pubblicato “Camice Bianco“, un brano scritto di getto dedicato al lavoro di medici, infermieri e volontari che stanno lottando per salvare vite, mettendosi in prima linea in questa emergenza. E lei lo ha voluto ricordare.

Ciao Giulia, benvenuta su Trend&Moda e MusicShowLive: come stai? Come stai vivendo questi giorni?

Sto bene, ringrazio tutti i giorni di avere la fortuna di svegliarmi e di avere la musica con me. Spesse volte penso che sarebbe stato molto difficile per me attraversare questo periodo se non avessi avuto la musica. Quindi sto bene!

Hai pubblicato sul tuo profilo Instagram un brano emozionantissimo, Camice Bianco: ne vuoi parlare un po’?

Ho voluto pubblicare questo piccolo pezzettino perché è stata veramente una cosa che è nata in questi ultimi due giorni, quindi l’ho pubblicata in maniera molto istintiva. Parla appunto della condizione dei camici bianchi, dei medici, infermieri, volontari, camici bianchi in senso ovviamente metaforico ma di tutte quelle persone che stanno offrendo assistenza sia negli ospedali che all’esterno in questo periodo, in maniera specifica i medici. Credo che sia importante ricordare il loro valore, perché ho visto parecchi video, mi sono documentata in questo periodo di quarantena e mi sono resa conto che questa figura, in generale ma sopratutto in questo momento viene sottovalutata e non gli si da il giusto valore, quando invece sono davvero gli angeli che stanno salvando tante vite e hanno provato a salvare fino all’ultimo secondo quelle persone che non ce l’hanno fatta. Mi sembrava giusto raccontare questa storia: è un testo nato davvero di getto.

Come nasce la tua passione per la musica e quando hai capito che sarebbe stata la tua strada?

È nata per puro caso in un villaggio turistico durante uno spettacolo organizzato dall’animazione a Ferragosto. Feci le selezioni per partecipare tra le persone ospiti del villaggio, mi presero e il maestro di musica a quel tempo nel villaggio convocò i miei genitori e disse loro che avrei dovuto studiare canto perché ero particolarmente predisposta. All’inizio ovviamente era un gioco per me, perché comunque ero piccola ed avevo otto anni. Poi con il tempo è diventata una necessità, e ho capito che avrei dovuto continuare a fare musica. 

Il tuo percorso ad Amici è stato lungo ed emozionante: hai mostrato la vera Giulia, tra fragilità ed essenza. Qual è il ricordo più bello di questa esperienza?

I duetti con Loredana Bertè e Ghali e il momento in cui ho visto la gigantografia sullo schermo al serale della copertina del mio album. È stato un bel momento per me. È stato comunque vedere la concretizzazione di quello che è sempre stato il mio sogno.

E invece il più difficile?

Non c’è un momento difficile specifico: secondo me ci sono stati vari momenti in cui mi sono demoralizzata, quindi non ti saprei dire il più brutto. Non credo di averne avuto uno in particolare. 

Nel disco ci sono due pezzi scritti da te: Nietzsche e Va tutto bene. Due semplici parole per descriverli?

Nietzsche la definirei come forza e coraggio, Va tutto bene invece salvezza e libertà.

Va tutto bene ha conquistato il pubblico e il brano è diventato un po’ la colonna sonora di questa quarantena, di questo tempo difficile che ci mette alla prova. Cosa significa questo per te? Cosa hai provato a vedere scritte sui balconi con la tua canzone?

Sono momenti molto importanti per me, perché mi rendo conto che le persone davvero ascoltano quel singolo come se fosse un messaggio di speranza in questo terribile periodo. E siccome il mio intento e il mio obiettivo nel fare musica è sempre quello di trasmettere un messaggio, nonostante la chiave di lettura iniziale non fosse questa ovviamente, però la canzone ha subito quest’evoluzione contestualizzandosi con il periodo storico e sono contenta, perché comunque è diventato un messaggio di speranza ed è quello che mi interessa di più fare con le mie canzoni. Quindi sicuramente emozione. 

“Andiamo in una capitale che sia giusta per te”: una curiosità, quale capitale vorresti visitare?

Io ce l’avrei una capitale che vorrei visitare: vorrei andare in Ungheria e vedere Budapest e ti spiego perché! Dovevo fare il viaggio del quinto superiore con i miei compagni di classe, però non mi ricordo per quale motivo non ci sono andata. Il viaggio simbolo del liceo, perché tutti vanno a Budapest al quinto anno. Praga o Budapest sono le scelte, e quindi mi è rimasta come punto in sospeso, poi dicono tutti che è molto bella e caratteristica, quindi vorrei andare a lì. Quindi prossimo viaggio questo, magari non d’estate perché vorrei andare a Ibiza ti dico la verità, proprio onestamente e detto con il cuore! Vorrei fare un po’ di giorni lì, tra sole, mare e ballare la tecno perché mi piace tantissimo!

Il tuo disco, che ha già raggiunto 4 milioni di stream, sta avendo tanto successo. Ti aspettavi tutto questo calore una volta uscita dal programma?

Assolutamente no. Io all’interno del programma avevo come la sensazione che fuori non fossi ben accolta, perché senza il pubblico diventava difficile avere un confronto con l’esterno. Poi quando sono uscita e ho scoperto che sono stata televotata ed ero praticamente prima in tutti e tre i gironi, è stato solo allora che ho realizzato che fuori avevo un fandom incredibile che mi stava supportando, e infatti è stata una gioia immensa. Poi quando sono uscita, ma tutt’ora, le persone mi seguono, mi vogliono bene, mi supportano: quindi è una grande gioia. È una grande gioia ed è inatteso perché li dentro al serale senza il pubblico è stato difficile. 

Tra l’altro hai tantissime fanpage, attivissime tra post e meme…

Io le adoro! Mi seguono, creano post e meme perché poi io sono un meme vivente. Io sono un po’ così nella vita, un po’ trash!

Nella scuola avete affrontato un serale senza pubblico. Quanto ti è mancato?

È stato difficile, perché vuoi o non vuoi il pubblico è energia, è collegamento, è emozione insieme a te. È supporto, sono applausi di incoraggiamento, sono voci che seguono la puntata insieme a te quindi ti senti comunque come se fossi abbracciata essendo circondata da loro. E poi durante il pomeridiano avevo tantissimo supporto da parte delle persone del pubblico quindi proprio io ho sentito tantissimo la loro mancanza, la loro assenza. Però devo dirti che ho imparato a “gestirmi” autonomamente e a gestire le mie emozioni da sola senza di loro, quindi è stato un momento di crescita molto forte indipendentemente da tutto. Certo avrei preferito averli li con me, però vedendo sempre il lato positivo delle cose alla fine è servito: tutto serve. 

Credo che sia importante e fondamentale lavorare su se stessi per trasmettere le proprie emozioni a chi ti ascolta, credo fermamente che il tuo messaggio sia arrivato forte e chiaro nonostante le critiche…

Sono arrivata alla puntata finale con una consapevolezza: essendomi messa in discussione durante tutto il periodo e avendo provato in ogni modo a soddisfare le richieste che mi venivano fatte, e siccome a un certo punto del percorso ho cominciato un po’ a perdere quella che era la mia reale identità, sono arrivata a quella puntata appunto con la consapevolezza di dover essere me stessa e basta. Per affrontarla nel migliore dei modi e per viverla con serenità. Ecco perché nel momento stesso in cui mi sono state mosse parecchie critiche ho cercato di tenere duro, perché comunque è complicato. Però ho cercato di tenere duro, perché era la mia sera. Era la sera in cui dovevo liberarmi di tutte le emozioni che avevo accumulato, perché era l’ultima puntata e perché avevo alle spalle un percorso fatto di alti e bassi ma comunque sempre, sempre, sempre con determinazione, attenzione a quello che mi succedeva intorno, con impegno, con sacrificio, quindi non potevo permettere a quei commenti di buttarmi giù. Mi è dispiaciuto magari in un confronto essere apparsa come un po’ dura, però in realtà io volevo solamente esprimere il concetto che “Giulia è questa”. Io sicuramente ho accettato tante cose che ho preso e messo ne mio bagaglio e ci sto lavorando tuttora,  come ad esempio il concetto dell’identità che all’inizio non avevo ben capito però poi ci ho pensato, perché sono una persona che non riesce a far finta di niente. Credo che ciò che ci viene detto, se analizzato ne giusto modo, possa essere un momento di crescita sempre. Però in altre cose mi sono esposta in maniera più ferma perché ero arrivata ad un punto del percorso in cui ero un po’ comunque esausta di tutto quello che mi era stato detto. 

Però il pubblico ti ha capita, ha recepito il tuo messaggio, ha visto la vera Giulia…

Credimi ho pensato anche a questo. Ho pensato perché tutte queste persone mi seguono? Credo fondamentalmente che sia per il fatto che non mi sia mai mai posta degli schermi, non ho mai filtrato le mie emozioni e quindi è stato fondamentale secondo me questo, perché le persone si rivedono nella verità.

Progetti per il futuro?

Sicuramente vorrei riprendere instore e concerti prima di tutto, sarebbe il mio sogno però so che ci vorrà un po’ di tempo. Però parlando in maniera più concreta, vorrei andare a Napoli un paio di giorni. Calcola che non mangio una pizza da quando sono uscita da Amici, perché nei weekend ce la portavano da asporto e ce la facevano mangiare in casetta quindi è da più di un mese che non la mangio e sto soffrendo!!! È come se a un tedesco gli levi una birra, male di vivere capito??? Quindi parlando in maniera più concreta trascorrere un po’ di giorni a Napoli, poi ovviamente prima tappa instore e concerti perché non vedo l’ora.

Il tuo sogno nel cassetto?

Potrebbe essere Sanremo: perché diciamo che nella vita cerco di prefiggermi degli obiettivi e dopo Amici spero di riuscire a calcare un palco così importante come quello dell’Ariston. 

E noi te lo auguriamo Giulia, un grande in bocca al lupo e a presto. Con la speranza di poterci abbracciare presto!

Ecco il video lyrics del brano di Giulia: