Lotta ai tumori: con la protonterapia importanti passi avanti nella ricerca.

Al mondo ce ne sono circa 60, ma il numero sta crescendo rapidamente: sono i centri dove si curano i tumori con la protonterapia. Nel 2025 ce ne sarà uno anche a Roma: Proton4Life, nato dalla collaborazione dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena (IRE), la Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli e l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) – tre eccellenze italiane nel campo sanitario, scientifico e tecnologico. Ma cos’è precisamente la terapia a protoni, e in cosa differisce dalle terapie tradizionali?

Spiega Augusto Lombardi, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare: “La protonterapia è una terapia medica che utilizza dei fasci di protoni accelerati per la distruzione di cellule tumorali. Essa si inserisce nella famiglia più ampia dei “trattamenti radianti” che utilizzano le radiazioni in senso lato (raggi X, neutroni, elettroni, protoni e ioni fino al carbonio) con lo stesso fine. Il dottor Robert Wilson, fisico nucleare con interesse in fisica medica, in primo luogo ha proposto l’uso dei protoni per la radioterapia a Harvard nel 1946 dopo aver scoperto che il deposito di energia dei fasci di protoni all’interno di un qualsiasi materiale non è uniforme ma ha un picco alla fine della loro traiettoria. Ciò permette ai protoni, raggiunta una certa profondità, di completare il loro percorso evitando la cessione di energia e quindi non irradiando i tessuti posti oltre quella zona; i fisici chiamano questo effetto “picco di Bragg”. In questo modo il tessuto biologico sano che si trova davanti al tumore ed è attraversato dai protoni viene danneggiato in maniera minore che nel caso dell’utilizzo di raggi X.”

La protonterapia è dunque un trattamento oncologico all’avanguardia, preciso ed efficace, che causa meno danni collaterali rispetto alla più diffusa radioterapia – questo significa che i pazienti trattati con la terapia a protoni hanno una più elevata percentuale di sopravvivenza nel lungo periodo. Si possono trattare con la protonterapia anche quei casi che altrimenti non avrebbero altre opzioni di cura, come i tumori situati vicino a organi vitali, quelli che non rispondono più alla radioterapia, o le neoplasie pediatriche. Il polo Proton4Life di Roma, una volta operativo, potrà trattare 2300 pazienti all’anno, non solo della Regione Lazio, ma di tutto il centro e sud Italia, diventando “un punto di riferimento per la cura dei tumori in tutto il bacino del Mediterraneo”. Nel 2020 partiranno i primi trattamenti e nel 2025 Proton4Life sarà “completamente realizzato e operativo con una équipe integrata di specialisti”. Questo progetto, secondo il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, è “la più importante innovazione per il sistema sanitario del Lazio degli ultimi 10 anni” e “una sfida per migliorare la qualità delle cure”, ha aggiunto, ringraziando il Gemelli e l’IRE.  Noi ringraziamo i medici, i tecnici, gli scienziati e tutti coloro che hanno reso questa terapia possibile. Francesca Trinchini