Luca Avallone : “Anche se precario, fare l’attore è il mio unico lavoro. Questa passione? la devo a mio papà”

..Settanta minuti di pura adrenalina che vede due uomini, in fila davanti agli sportelli di una posta. Completamente diversi tra di loro, parlano del più e del meno. Chiacchiere banali, pacifiche, a tratti un po’ sopra le righe. Tutto sembra svolgersi come in un tranquillo giorno feriale, quando all’improvviso i due uomini scattano in piedi, armi in pugno e danno inizio a quello che sembra essere un vero e proprio incubo….

Una Storia Assurda è il secondo spettacolo teatrale che andrà in scena al Castello Orsini di Avezzano (AQ) per la Stagione del Teatro Off il prossimo 14 dicembre. Testo a cura di Alessandro Martorelli, la regia è invece dell’attore Luca Avallone, protagonista insieme a Simone Ruggiero.

Affascinante, talentuoso e professionale, Luca Avallone, classe 1990,  è uno dei volti più amati nel mondo del teatro e del cinema italiano. La sua carriera inizia nella Melevisione, interpretando Leo, il principe degli Elfi, e approda direttamente su Rai 1 nella serie tv Un’altra vita. Da quel momento è stata una scalata di successi, prima in teatro, poi al cinema e adesso lo vediamo recitare nella terza stagione de Il Paradiso delle Signore, oltre che sul palcoscenico in veste di attore e regista.

Andrà in scena lo spettacolo “Una storia assurda”, in cui rivesti il ruolo sia di regista sia di attore protagonista….

Devo dire che questo ruolo per me è molto scomodo perchè tendenzialmente non ho grandi esperienze registiche. Quando mi interfaccio con la regia lo faccio sempre con una prospettiva attoriale affidandomi anche molto al testo. In questo caso è stato difficile stare dentro come attore e fuori come regista e coordinatore. Inoltre in scena scelgo gli attori di cui ho fiducia e avendone molta nei confronti di Simone Ruggiero,  il lavoro è stato più semplice.

…è più difficile essere attori o registi?

Beh, secondo me registi. Il regista, a differenza dell’attore, ha molte più responsabilità, sia sugli attori stessi, sia sulla messa in scena del testo, sulla scenografia, sul confezionamento del prodotto finale. Quindi si, preferisco fare l’attore (ride ndr).

Quando ti è stato proposto questo testo, da attore, cosa hai pensato?

Quando l’ho letto ho pensato che avesse grandissimo potenziale da esprimere a livello di dinamiche attoriali, molto materiale su cui lavorare e che poteva essere trasmesso al pubblico. Quello che mi ha colpito è stato il fatto che in scena vi sono due personaggi, disperati, che cercano di rapinare una Posta, cosa che dà la dimensione della loro disperazione. Uno ha reagito alla vita in un certo modo, l’altro nell’esatto opposto. Quindi ho visto molto potenziale umano che potesse essere anche contemporaneo, perchè, comunque, oggi, vuoi o non vuoi e forse i social hanno incrementato questo status, siamo tutti un pò più frustrati.

Veniamo a te. Come nasce la passione per la recitazione?

Involontariamente sono stato influenzato da mio papà! Che io ricordi, da piccolo, ho sempre voluto fare l’attore e mio papà mi portava molto spesso al cinema e questa cosa di vedere persone, anche grandi, adulte, avere la possibilità di continuare a giocare, immaginare, a divertirsi e vivere altre vite, mi ha sempre affascinato. Col tempo, poi, ho preso consapevolezza ed eccoci qua..

C’è un attore al quale ti ispiri o che ti piace particolarmente?

Più di tutti, Christian Bale

Teatro o cinema?

Tutto! Non cambia che l’interpretazione di un personaggio avvenga sul palcoscenico o dentro uno schermo. La matrice del lavoro è la stessa, certo al cinema devi fare un lavoro più interiore, di rifinitura e a teatro devi allungare tutto, fino all’ultima fila. Di base il lavoro di costruzione del personaggio, di ricerca, di divertimento è lo stesso. Vorrei fare più cinema, questo sì, ma di base vorrei continuare a fare l’attore.

Se non avessi fatto l’attore che lavoro avresti fatto? C’hai mai pensato?

No, non c’ho mai pensato. Non so vedermi in altre vesti. Volevo fare questo e lo sto facendo.

Sei molto impegnato in questo momento. Quali sono i progetti che sono in itinere e quelli futuri?

In questo momento sono impegnato sul set de Il Paradiso delle Signore ed è una cosa presente e anche futura  che felicemente mi terrà impegnato ancora un pò. Sicuramente mi vedrete a teatro il prossimo anno sia in una regia teatrale sia come attore ad inizio marzo con lo spettacolo Bang di Luca Pennachioni e a fine marzo con lo spettacolo Farfalle  di Emiliano Russo, che andranno in scena entrambi all’Ar.ma Teatro.

L’improvvisazione quanto conta sul palcoscenico per te? Apporti modifiche ad ogni replica di un tuo spettacolo?

Si, certo! Ad esempio, per quanto riguarda Una Storia Assurda, penso che il compito del regista sia quello di creare una gabbia all’interno della quale gli attori/personaggi si muovano. Le azioni che devono fare son sempre quelle, ma ogni sera il modo in cui vengono fatte, secondo me, cambia in base a tanti fattori. Quindi l’improvvisazione intesa in questo senso è fondamentale per conferire freschezza e novità alla messa in scena e anche per incrementare il divertimento interno dell’attore.

Hai un sogno nel cassetto o più di uno?

Certo, c’è il grande sogno, ma prima di arrivarvi ho dei sogni intermedi. In questo momento della mia vita quei sogni/ obiettivi li ho raggiunti, sia a livello professionale sia a livello personale. Il mio grande sogno è continuare a fare questo lavoro, che di base, è precario. Con il teatro sono molto soddisfatto, ma sogno di fare più cinema.