Luca Guadagnino punta alla palma di Miglior Regista con “Chiamami col tuo nome”. Riuscirà a trionfare?

Dopo Mario Martone e Alice Rohrwacher è il turno di presentare il terzo candidato per la categoria “Miglior Regista” dei David di Donatello 2019. Ed è un nome pesante nell’ambiente, ormai da anni sulla cresta dell’onda: Luca Guadagnino. Nasce a Palermo nel 1971, ha origini algerine ma ben presto diventa milanese d’adozione, anche se sarebbe più corretto chiamarlo cittadino del mondo, visto che trascorre parte della sua infanzia anche in Etiopia.

Si laurea in Lettere alla Sapienza di Roma con una testi su Jonathan Demme, uno dei suoi registi preferiti insieme a De Palma e Luchino Visconti. La sua carriera da cineasta inizia negli anni ’90 quando realizza alcuni documentari tra cui Algerie presentato al Festival del Cinema Africano nel 1996. Nel 1997 si presenta invece al Festival di Taormina con il cortometraggio” Qui”, per poi nel 1999 debuttare con un lungometraggio “ The Protagonist” con Tilda Swinton come protagonista, attrice con cui inizierà una lunga collaborazione e amicizia a cui dedica nel 2002 Tilda Swinton: The LoveFactory una docu-intervista proiettata anche alla Mostra del Cinema di Venezia.

Per un periodo di tempo si dedica alla direzione dei video musicali di alcune cantanti italiane tra cui spicca Elisa, non abbandonando però la sua passione per il cinema ne per i documentari producendone due: Mundo civilizado (2003) e Cuoco contadino (2004) che riscuotono un discreto successo. L’anno del successo però arriva nel 2005 con il film “scandalo” Melissa P. La trasposizione sul grande schermo del libro di Melissa Panarello, in cui racconta la sua infanzia fatta di scoperta sessuale e di rapporti con ragazzi più grandi di lei, un film che senza saperlo anticipa temi attuali come il bullismo anche sessuale.

Nel 2009 torna anche al Festival di Venezia nella sezione Orizzonti, con: Io sono l’amore, interpretato neanche a dirlo da Tilda Swinton, Alba Rohrwacher, Marisa Berenson e Pippo Delbono. Film che viene prodotto in30 paesi del mondo, un grande successo tanto da valergli anche la candidatura ai Golden Globe e al premio BAFTA  nella sezione miglior film straniero e addirittura agli Oscar nella sezione “miglior costumi”. Nel 2015 presenta alla settantaduesima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia A  Bigger Splash con l’immancabile Tilda Winton, Ralph Flennes, Dakota Johnson, Corrado Guzzanti.

Il 2018 con Chiamami col tuo nome, ispirato all’omonimo romando di Andrè Aciman, porta la candidatura al Golden Globe e ai BAFTA 2018 per il miglior film drammatico 2018 e 4 candidature ai premi Oscar: miglior film, miglior attore protagonista, miglior canzone e miglior sceneggiatura non originale vincendo quest’ultima. Ed ora per quest’ultimo film è candidato ai David di Donatello 2019 nella categoria miglior regista.  È senza ombra di dubbio il suo miglior film, parla della decadenza aristocratica con un tono vagamente compiaciuto, ma dove tutti i dettagli raccontano qualcosa allo spettatore. Ci sono tutti i componenti che servono per un grande film, passione, desiderio e amore. Sentimenti profondi raccontati senza pudori ma con un candore che bilancia le scene più forti.

Tutti si aspettavano una sua candidatura per Suspiria. Il remake di un film di Dario Argento, un film che ha diviso la critica tra chi lo ha osannato e chi lo ha aspramente criticato. Possiamo dire con certezza però che la giuria ha senza ombra di dubbio scelto il suo miglior lavoro per candidarlo, opera che gli da buone possibilità di vincere la palma di Miglior Regista, da giocarsi probabilmente con Garrone e il suo Dogman.