“Per superare la crisi sognare col cinema”. Ai David di Donatello vincono Bellocchio, Favino e Trinca

Il cinema – come tanti grandi maestri italiani ci hanno insegnato – è l’arte del sogno. Un sogno che si realizza ogni volta, concretamente, con la collaborazione di tutta una filiera di professionalità – attori, registi, tecnici, sceneggiatori, pittori, scenografi, costumisti, musicisti e tanti altri – e che genera, a livello industriale, un notevole e importante indotto. Per ricostruire il nostro Paese dopo la drammatica epidemia sarà necessario recuperare ispirazioni e, quindi, tornare a sognare e a far sognare” così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella stasera nella lettera a Piera Detassis, presidente dell’Accademia del cinema Premi David di Donatello, letta su Rai1 da Carlo Conti a inizio cerimonia di premiazione della 65esima edizione dei Premi David di Donatello. Una cerimonia diversa, a causa dell’emergenza sanitaria, ma che lascia spazio alle emozioni.

Pier Francesco Favino ha vinto il David di Donatello come migliore attore protagonista per Il Traditore di Marco Bellocchio, mentre Jasmine Trinca è la migliore attrice protagonista per La Dea Fortuna di Ferzan Ozpetek ai David di Donatello. “Non vediamo l’ora di tornare, sono sicuro che chi deve fare in modo che accada si sta impegnando”, ha detto Favino ricevendo il premio che ha dedicato a Stella Favino, “mia mamma”. Durante il collegamento la moglie dell’attore, l’attrice Anna Ferzetti ha abbracciato il marito. Favino ha sottolineato l’orgoglio di appartenere alla categoria dello spettacolo. Marco Bellocchio per il film Il Traditore ha vinto il David di Donatello per la Migliore regia.

Valeria Golino è la vincitrice del premio come migliore attrice non protagonista (per 5 è il numero perfetto) ai David di Donatello su Rai1 con Carlo Conti. “Lo dedico all’Italia a tutti noi”. Migliore attore non protagonista ai David di Donatello è Luigi Lo Cascio per Il Traditore di Marco Bellocchio 

Phaim Bhuiyan è il vincitore del David di Donatello per Bangla come regista esordiente. Il giovane autore di 24 anni ha dedicato il premio ai ragazzi come lui di seconda generazione. Il film, da lui stesso interpretato, racconta di un giovane musulmano di origini bengalesi che vive con la sua famiglia a Torpignattara, quartiere multietnico di Roma.