Politica e promesse: la poco nobile arte della menzogna pubblica

Abolizione del canone rai, abolizione delle tasse universitarie, reddito di cittadinanza, reddito di dignità e molto altro. E’ assai interessante vedere come questa campagna elettorale si stia sviluppando. È altrettanto interessante notare in che modo l’attuale classe politica abbia imparato a trasmettere il valore della politica. Dopo 24 anni di presenza mediatica costante, l’influenza della “promessa berlusconiana” ha contagiato un po’ tutti, rendendo anche i leader di sinistra di costume un filo “forzista”. Non sembra affatto casuale che questa via alla campagna elettorale si sia diffusa proprio adesso. Nel corso degli ultimi dieci anni, per ovviare alla crisi economica, i governi che si sono susseguiti ci hanno costretti a molti sacrifici, a tasse sempre più alte, a situazioni paradossali in cui non c’è tutela per i lavoratori e si parla costantemente di pensioni per non affrontare direttamente la questione di chi dalla pensione ancora è distante decadi. Dopo aver tolto molto, troppo, promettono molto, troppo. L’assenza di coperture finanziarie li ha portati a chiederci dei sacrifici, adesso vogliono ripagarli concedendo nobilissimi “privilegi” e senza che la situazione che ha richiesto i sacrifici si sia ancora veramente risolta. Questa annale situazione è diventata una lunga camminata nel deserto: sono talmente tanti anni che siamo senz’acqua ormai, che vediamo miraggi di fonti d’acqua ovunque. Ecco forse il motivo di tutte queste promesse e di tutti questi creduloni: il caldo ha dato alla testa a tutti, pure a chi cerca di mettersi alla guida della carovana. Dopotutto, con dietro tante persone assetate, ci vuole poco a diventare leader che il popolo segue, e ci vuole poi poco a diventare cialtroni che il popolo insegue. Quindi oggi si preoccupano della prima fase: promettono miraggi, perché comunque domani.. beh.. domani è un altro giorno. Massimiliano Di Paolo