Sergio De Caprio, il Capitano Ultimo: preferisco la dignità alle onoreficenze dello Stato

E’ notizia di questi giorni che Sergio De Caprio – da tutti conosciuto come il Capitano “Ultimo” , eroe della lotta contro la mafia che riuscì a catturare il capo di Cosa Nostra e al quale fu dedicata anche una serie tv con Raul Bova, ha chiesto la revoca di “Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana”. De Caprio, oggi colonnello dell’arma, ha in merito dichiarato: “Sono un mendicante, non posso accettare i premi. Per questo ho rinunciato all’onorificenza, sempre con massimo rispetto“. Classico eroe inviso dai potenti ai posti di comando, il Capitano Ultimo, mentre militava nei ROS ( raggruppamento operativo speciale), si impegnò per la creazione del CRIMOR (unità militare combattente) composta da uomini da lui selezionati per poter lottare contro la mafia. Ma la conseguente cattura di Riina segnò la sua carriera e dopo l’arresto gli fu contestata l’accusa più infamante che un uomo come lui possa ricevere, l’aver favoreggiato Cosa Nostra.

Nonostante l’assoluzione che  giunse nel 2006, il CRIMOR venne smantellato (procedura avviata già dal 1997) provocando a De Caprio un senso di amarezza tale da richiedere il trasferimento. Entrato al NOE (Nucleo operativo ecologico dei carabinieri) nel ruolo di di vice comandante, si distinse per le sue capacità portando a termine diverse indagini, come quella che vide coinvolta la discarica di Malagrotta. Numerose furono le richieste per rientrare a far parte del ROS, per fare quello che gli riusciva meglio, ma tutte restarono inascoltate. Le malelingue, dicono, che è accaduto per evitare che potesse diventare Generale; occorrono, infatti, due anni da Comandante Provinciale per poter ricoprire quel ruolo ed un suo eventuale trasferimento gli avrebbe garantito di ottenerlo. La vicenda CONSIP, nella quale il suo nome è stato lambito da diversi protagonisti della stessa, ha indotto l’Agenzia dei Servizi per la sicurezza estera (AISE) a restituire De Caprio all’Arma.

De Caprio, uomo condannato a morte da Totò Riina, mai si è rassegnato agli eventi e, ad oggi, continua a svolgere il lavoro che ama con passione, diligenza e dignità, nonostante gli innumerevoli ostacoli che ha incontrato lungo la sua carriera. Quindi Capitano Ultimo, Colonnello Sergio De Caprio, lei non sarà mai un mendicante, ma “solo” un Carabiniere, al quale i cittadini di questo paese saranno sempre grati. Domenico Corsetti.