Sport&Brand: la Juventus è la più forte in Italia, ma a comandare la classifica è la Nba

Il Powa indox Global Top20, una piattaforma che valuta in tempo reale trillioni di dati macroeconomici, calcolando così la forza di un brand sul mercato. La novità è che la NBA ha attuato uno storico sorpasso sul calcio, infatti ha scalzato dalla prima posizione il Real Madrid e il Barcellona, i due club spagnoli che da anni ormai si contendono la prima piazza.

Il nuovo podio vede quindi la lega di Basket americana al primo posto, il Real al secondo posto e il Barcellona al terzo, seguono NFL e Premier League, solo sesto il Manchester Utd che è stato per moltissimi anni in vetta a questa classifica. Le società italiane rispecchiano invece l’andamento della Nazione, infatti nelle prime venti posizioni è presente solo la Juventus, piazzata al dodicesimo posto, ma con tutte le possibilità nei prossimi mesi di scalare altre posizioni, grazie all’effetto CR7.

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L’analisi della piattaforma ha infatti stabilito che il valore della sola casacca da gioco della Juventus è lievitato a 31.8 mln contro i 16 della passata stagione, in un anno un incremento del 99.8%. Il trend è amplificato da una ricerca di Result Sports, che effettua rilievi sul mercato dei social netwoork, ha evidenziato infatti un seguito di 13 mln di follower, passando dai 9,5 mln di inizio luglio, prima dell’arrivo di Cristiano Ronaldo.

Un acquisto che non sta’ dando risultati solo sul campo, ma una vera impresa fatta di carne e ossa che ha aperto nuovi mercati per la società di Torino, a fine stagione probabilmente verranno ridiscussi diversi contratti di sponsorizzazione, ovviamente al rialzo e di nuovi ne verranno siglati, portando di conseguenza i bianconeri a scalare la classifica. Purtroppo, la situazione della serie A non è altrettanto positiva, infatti è l’unico dei campionati TOP a non figurare nelle prime posizioni, una caduta iniziata con il nuovo millennio che, ha portato il Campionato più bello e difficile del mondo ad arrancare sia a livello sportivo che economico.

Inutile parlare del resto dei marchi sportivi italiani, impantanati nella mediocrità di un sistema italiano “calciocentrico”. Una situazione da cui al momento non sembra possibile venirne fuori, impianti obsoleti e in alcuni casi fatiscenti, esposizione debitoria con le banche, carenza di manager di livello nelle varie federazioni sportive, come detto all’inizio… lo specchio del nostro Paese.

Domenico Corsetti