#MotoGPReport: le pagelle del Gran Premio di San Marino e della Riviera di Rimini

Dovizioso vince, anzi, domina a Misano e suggella un weekend che lo ha visto sempre molto competitivo sul passo gara. Marquez, complice la caduta di Lorenzo nel finale, conquista la seconda piazza allungando nel Mondiale dove si issa a +67 davanti allo stesso forlivese. Delusione Yamaha con entrambi gli ufficiali in grande difficoltà dopo delle qualifiche abbastanza positive.

 

DOVIZIOSO: 10. Lo strappo lo doveva dare il suo compagno di squadra che, dalla pole, era pronto ad impersonare nuovamente “El Martillo”. Invece, a casa sua, è Dovi a dettare legge, impartendo un ritmo insostenibile anche per i fenomeni spagnoli. Parte bene e si mette negli scarichi di Lorenzo che passa dopo i primi quattro giri; da lì è un monologo incessante di decimi su decimi messi in cascina che lo portano ad un arrivo campale tra le braccia della sua amata Romagna. Ci si morde i gomiti a pensare a quei tre “0” in stagione, anche quest’anno sta dimostrando una velocità incredibile che lo avrebbe messo nuovamente in condizione di battagliare per l’iride.

 

MARQUEZ: 9. Il solito funambolo. Si nota da subito come la Ducati abbia qualcosa in più della sua pur brillante Honda, lo si capisce da come si appende ai manubri in staccata alla ricerca di quei metri inesorabilmente persi in accelerazione. Ha l’impareggiabile pregio di non mollare, di stare lì, di rispondere colpo su colpo. La caduta del suo prossimo compagno di squadra nel finale è un piccolo regalo della sorte che però si è meritato per la sua resilienza.

 

CRUTCHLOW: 8,5. Finisce sul podio per mezzo della caduta di Lorenzo ma si conferma pilota di rara consistenza. Quei tre fulmini davanti sono di un altro pianeta ma se si dovesse correre tra terrestri siamo certi che per la vittoria lui ci sarebbe sempre.

 

BAUTISTA: 8. Il suo addio alla MotoGP pare ormai cosa certa ma questo non lo distrae. È centrato, pulito e lucido. Massimizza ogni chance e guida quel vecchio “Ducatone” d’annata con maestria chiudendo con un brillante 9° posto. Gran bel manico il suo.

 

RINS: 7. I limiti motoristici della Suzuki lo confinano alle spalle di Crutchlow ma per il resto la sua gara è gagliarda. Parte in 4^ fila e chiude ai piedi del podio dando la netta impressione che con una decina di cavalli in più sarebbe addirittura pronto a giocarsela in più di un’occasione.

 

LORENZO: 6,5. Fa la pole col record della pista e parte per spaccare la gara come aveva fatto a Spielberg. Tuttavia non riesce a scrollarsi di dosso quel mastino del Dovi che lo passa dopo qualche giro e lo “costringe” a battagliare con Marquez per la piazza d’onore. Proprio sul più bello, ad un paio di tornate dal traguardo, una staccata troppo ambiziosa lo costringe ad una piega fuori dalla grazia di Dio che porta il suo anteriore a chiudere e lui a fare una scivolata indolore, almeno per il fisico, nella breccia. Decisamente sfortunato ma pur sempre tremendamente competitivo.

 

VINALES: 6. In prova stupisce tutti con un tempone all’ultimissimo respiro che lo catapulta in prima fila. In gara, purtroppo, riemergono i preoccupanti limiti della sua M-1, semplicemente non veloce quanto dovrebbe in ogni singolo tratto della pista. Ci mette anche del suo con una partenza non perfetta ma, diciamocelo, fare più del quinto posto sarebbe stato comunque difficile.

 

ROSSI: 5. Non la gara che voleva, non la domenica che immaginava di regalare alla marea gialla venuta a tributare i propri omaggi all’unico vero Re delle due ruote moderne. Fa davvero a pugni con una moto che non ne vuol sapere di correre, la soffre tremendamente tanto da andare anche fuori giri nell’intento di darle una strizzata. Così non va, tocca correre ai ripari.

 

 

Antonio Rico

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